Dopo l’esplosiva esperienza con la maglia del Savoia con cui Kevin Tulimieri si è consacrato nel mondo del calcio regionale mettendo a segno 15 gol con altrettanti assist, l’ala destra ha affrontato la sua stagione giocando la maglia dello Sporting Fulgor Molfetta.
Una squadra rinata dopo l’acquisto da parte del Presidente Lanza del titolo del Madre Pietra Daunia, ma che ha preso la denominazione della città di Molfetta. Nessun tifoso al seguito sia per avere la sede di gioco a Canosa, sia perchè la prima squadra della città milita nell’Eccellenza Pugliese, ma soprattutto per la decisione della tifoseria di non seguire più dopo una lunghissima contestazione proprio con il Presidente Mauro lanza. Una stagione disastrosa per i biancorossi che chiudono il campionato con una retrocessione diretta a pari punti con il Manfredonia, penalizzato per via di alcune vertenze irrisolte: “E’ stata davvero una stagione difficile -commenta in esclusiva per la nostra redazione il venticinquenne di Siano- Non siamo mai riusciti a giocare e ad allenarci con serenità avendo un Presidente che non lasciava lavorare gli allenatori. Prima c’è stato Lo Polito, poi è venuto Prosperi che è durato prima tre giornate e la seconda volta due giornate. Non abbiamo mai avuto l’opportunità di lavorare con un allenatore. Nonostante queste difficoltà noi quattro o cinque senatori ci siamo presi la responsabilità della squadra e siamo andati, da gennaio, in una sorta di autogestione cercando di onorare in qualche modo la maglia. Per quel che riguarda la retrocessione, credo che eravamo già condannati a gennaio perchè purtroppo non avendo un allenatore nel girone H, cioè il girone più forte d’Italia, non si può sperare in altro. Anche perchè a gennaio sono stati ceduti più di quindici giocatori, senza comprare nessuno. Questa un’altra dimostrazione che eravamo in mano ad una società inesperta, perchè con quelle premesse non potevamo sperare di fare risultati migliori. Per quanto riguarda me, ho segnato undici gol, avrei potuto fare meglio, ma penso che sia comunque un risultato positivo perchè all’inizio, fino a gennaio, ero riuscito a mettere la palla in porta solo tre volte.. Mi sono ripreso a fine febbraio segnando altre otto marcature, di cui. Non dimenticherò mai quattro dei miei gol, cioè le due doppiette al Taranto e nessuno in quest’annata è riuscito a mettere a segno due doppiette agli ionici. Sono felicissimo, anche perchè venendo da un infortunio ho dovuto recuperare, mi sono curato da solo, ho lavorato giorno e notte per tornare subito in forma e ce l’ho fatta. Esco fortificato e migliorato da questa esperienza, perchè sono riuscito a fortificarmi anche mentalmente”.
Da 15 marcature stagionali a 11 in quest’annata, non un bis, ma sicuramente un bilancio positivo per le condizioni in cui verteva lo Sporting Fulgor: “Non sono riuscito a confermare i 15 gol anche perchè l’anno scorso ho giocato qualche giornata in più, quattro o cinque se non erro. C’è comunque da ricordare che l’anno scorso ero al Savoia e seppur quella oplontina sia una squadra di altra categoria e molto forte, disputavamo un campionato regionale. Giocare al Savoia è un’altra storia, ma era pur sempre l’Eccellenza, quest’anno era una categoria interregionale, un girone fortissimo. Parliamo di un altro mondo, quindi credo che undici gol fatti nelle condizioni in cui eravamo sono davvero un ottimo risultato. Spero che questo possa passare sotto gli occhi degli addetti ai lavori, chi mi conosce sa cosa posso dare e cosa posso dimostrare. E’ stata una stagione da cui prendere solo il positivo, cioè, come ho detto, il fatto di essermi fortificato e migliorato. Per il resto chi mi conosce, lo sa”.
Amante delle piazze calde, come appunto quella di Torre Annunziata, ma catapultato in un clima di completo abbandono dal punto di vista della tifoseria: “Come ho detto Torre è una piazza importante, io l’anno scorso mi sono sentito importante, per me il Savoia è una seconda casa, mi sento un famigliare al Savoia. Per quel che riguarda il Molfetta, mi avevano detto che era seguita, ma non è stato cos√¨, perchè la squadra seguita dai molfettesi è quella che gioca in Eccellenza, mentre lo Sporting non è riconosciuto come squadra della città e a peggiorare tutto il fatto che giocavamo a Canosa. E’ stata una piazza fredda, fare bene in questi ambienti è davvero difficile, nonostante possa sembrare più semplice perchè non c’è pressione. Però ci sono giocatori, come me, che hanno bisogno di sentire la pressione e il calore della gente. Non voglio più ritrovarmi in una situazione cos√¨, perchè per esprimermi al meglio ho bisogno dei tifosi, di vedere lo stadio pieno. Mi serve per darmi un maggiore stimolo, non si tratta di presunzione, ma semplicemente di aver mi bisogno di essere spinto dalla tifoseria, di avere la motivazione”.
Uno sguardo verso il futuro, voci nelle scorse settimane parlavano di un interessamento dell’Agropoli: “Non ho sentito nessuno dell’Agropoli, devo essere sincero. Ancora comunque è presto per parlare di mercato. Sicuramente vorrei trovare un progetto importante, magari fare il salto di categoria perchè ho già venticinque anni e il tempo scorre, specie per noi calciatori. Ritorno in Campania? Non lo so, credo lo farei solo per una piazza importante e calda come quelle di Ercolano e di Torre Annunziata. I granata sono forti, hanno una squadra importante, hanno fatto un grande campionato ci sono giocatori di un certo livello come El Ouazni, c’è Gigi Squillante che è tanta roba ed è una piazza calda. Come ho detto per il Savoia, quella è la mia seconda casa quindi ci ritornerei, ci ho lasciato il cuore. Ripeto, però, ora è presto e non si muove ancora nulla”.
Tornando al Savoia è alla promozione dei bianchi. Alla vigilia della sfida che ha decretato la vittoria del campionato lo stesso Tulimieri aveva mandato un video-messaggio di buon augurio: “Quest’anno il Savoia è funzionato alla perfezione. Squadra di altissimo livello, composta da giocatori di categorie superiori, lo stesso dicasi per la società e lo staff con Fabiano, che conosco e con Tommaso Bianco. C’è una società seria, perfetta che non fa mancare niente. Li ho seguiti hanno dominato il campionato e si era capito da subito che avrebbero vinto loro. E’ difficile coniugare perfezione di gioco e risultati, ma loro ce l’hanno fatta e quindi tanto merito e plausi per tutti”.
Cristina Mariano




