Sorrento, che confusione? La Scala e gli esperimenti

Niente di buono sotto il cielo di Sorrento. La vittoria manca ormai da quattro giornate e sono tanti i punti lasciati per strada in questo mese e mezzo di nuova gestione tecnica. Pino La Scala ha delle colpe certamente, nonostante, comunque, a lui il merito di aver portato gioco ed ordine in mezzo al campo.

Un atteggiamento diverso da parte dei calciatori, che cercando molto di più rispetto alla gestione Fusco, la via del gol, non accontentandosi della fase difensiva. In ogni caso, però, è ancora da trovare la via per la vittoria. Infatti, il Sorrento di La Scala soffre soprattutto a centrocampo, in particolare lungo la fascia destra, dove Basile non riesce a tenere il passo degli avversari dirimpettai. Nessuna colpa del 2003 se non quella di trovarsi nel ruolo sbagliato.

Ne è testimonianza la partita contro il Francavilla, dove Basile ha faticato tanto e commesso falli di troppo. Non è solo quello, però, il neo del team rossonero e dell’atteggiamento tattico. Il 3-4-3 infatti potrebbe anche rivelarsi un’arma importante per chiudere in maniera dignitosa un campionato buttato alle ortiche proprio da precedente allenatore, ma gli esperimenti sono un po’ troppi. Da Lavello a Bitonto, il tecnico ha provato adattamenti ad alcuni calciatori che non son riusciti, però, a dare i frutti sperati.

Come detto, proprio Basile è il principale imputato, contro il Lavello schierato come mezzala, ma con risultati negativi. Marazzino ha subito la stessa sorta proprio nell’infrasettimanale contro il Bitonto, che ha portato alla sconfitta per 2-0 dei costieri. Il play, infatti, non è tecnicamente portato a ricoprire il ruolo di mezzala, nonostante il tecnico sorrentino abbia dovuto fare di necessità virtù causa le assenze di Camara e dello stesso Basile, entrambi per squalifica.

Non è questo il solo errore del condottiero del Sorrento. All’elenco si aggiunge il mancato schieramento in campo di Aldo Marino, che in rossonero ha esordito con il Lavello, per poi non prendere parte alla partita contro il Francavilla, quando nel forcing finale, l’uomo in più avrebbe potuto permettere il gol della vittoria. Incomprensibile anche la scelta di non partire con un Cassata titolare, mentre ha proposto in Puglia Starita, che suo malgrado, non ha giocato mai fino a quel momento. Il giovane esterno, infatti, è sempre in grado di vivacizzare la gara al momento del suo ingresso in campo, il che farebbe pensare che dovrebbe avere maggiori chance per dimostrare il proprio valore.

Lo stesso dicasi anche per Vitale, che dal canto suo, attende il suo turno vedendosi scavalcare proprio da Basile, Cesarano o anche Cassata, adattato ad un ruolo che non gli calza affatto. Insomma, troppe sperimentazioni e poca concretezza nell’operato di La Scala, che certamente vorrebbe dare una sua identità al gioco del Sorrento, ma che in questo momento ha bisogno solo di pragmatismo e cinismo.

Intanto domenica non ci sarà Cacace, che a causa dell’infortunio ha dovuto alzare bandiera bianca mercoledì. La Scala, però, è reo di non aver cautelato il calciatore e lo scacchiere in campo, puntando su Terminiello sempre in panchina in attesa del suo momento.