Arrivato a dicembre, nel bel mezzo della sessione invernale di mercato Madalin Tandara ci ha messo appena sette gare per entrare nel cuore di Agropoli, dell’Agropoli e degli agropolesi. L’attaccante classe ’98 è arrivato con esperienza in cui non era riuscito a trovare la continuità, ma anche in cui non era riuscito a farsi notare a suon di gol, ma solo per le sue caratteristiche e qualità tecniche.
Ad Agropoli è tutt’altra storia. Il calciatore ha messo a segno 9 gol in 7 partite, permettendo già di consacrare questa esperienza come quella della consacrazione.
“Ho iniziato a muovere i primi passi sul campo da calcio nella scuola del mio paese -si racconta Madalin Tandara ai nostri microfoni- Poi sono passato alla Salernitana, giocando prima negli Allievi con cui sono arrivati alle semifinali scudetto. Crescendo sono passato nelle altre formazioni giovanili dei granata, Berretti, Primavera, Under17, sempre come sotto quota, perchè sono un ’98. Dopo sono andato al Rionero, in Serie D, al Taranto, alla Gelbison dove sono rimasto fino a dicembre e ora sono qui”.
Capitolo Agropoli e rendimento personale: “Mi sono trovato subito benissimo, mi hanno fatto sentire subito uno di loro. La squadra mi ha accolto come se fossi con loro già dall’estate. I miei gol, infatti, sono un merito della squadra, del grande lavoro collettivo che facciamo e fanno durante la partita, che mi permettono di andare in gol. Ovviamente -continua Tandara- anche del mister e della società. Qui l’ambiente c’è un ambiente tranquillo, sereno e soprattutto serio”.
Taranto, Gelbison, Salernitana, Rionero le esperienze sul campo di calcio di Tandara: “L’esperienza di Taranto, nonostante non abbia trovato la continuità perchè davanti c’erano attaccanti over e si sa, gli allenatori preferiscono loro, è stata bellissima. Mi ha permesso di crescere molto. Anche la Gelbison è stata una parentesi della mia carriera a cui sono legato”.
Per quanto riguarda gli idoli, il calciatore è combattuto ma ha pochi dubbi: “Se devo pensare ad attaccanti del momento mi viene in mente Piatek del Milan, per la sua freddezza sotto porta, Ciro Immobile, per il suo spirito di sacrificio. Mentre per i calciatori un po’ meno recenti -continua- sicuramente mi ispiro a Pippo Inzaghi, perchè mi dicono che somiglio molto a lui: mi trovo sempre al posto giusto, nel momento giusto”.
Tornando, poi, a pensare all’Agropoli e alla prossima sfida: “La Virtus Avellino è una squadra che arriverà per vendere cara la pelle e provare a portarsi a casa la vittoria -spiega- il mister Gianluca Esposito ci ha parlato molto di loro, Criscitiello ha dalla sua molti calciatori forti, esperti. Massima concentrazione, perchè sarà un’ardua avversaria, ma noi ci faremo trovare pronti”.
Infine una battuta sul suo futuro, prossimo e lontano: “Al momento penso solo a fare bene qui, in questo campionato. Per l’anno prossimo poi si vedrà. Per quanto riguarda il futuro più lontano, beh…il mio sogno è quello di vestire la maglia del Milan”.
Cristina Mariano




