Serie A. La Flop Five della 29^ giornata: Verona, che harakiri! Floccari, errore da ‘B’

Insieme ai grandi colpi (clicca qui per prendere visione della top five), la ventinovesima di A regala, ovviamente, anche le delusioni annesse. Ecco la flop five, selezionata per voi dalla redazione di Sportcampania.it:

5) Hugo Campagnaro (Inter): Arrivato a Milano tra i clamori di media e tifosi interisti e le lacrime dei supporters partenopei che ritenevano di aver perso, insieme a Mazzarri, uno dei rari pezzi pregiati della difesa azzurra, Campagnaro ha, con l’andare dei mesi, subito un’involuzione che sa di clamoroso. Un peccato per un difensore della sua classe nell’anno dei Mondiali del Brasile. D’altronde, però, a 34 anni suonati un calo fisiologico è da mettere in preventivo. Che sia sul viale del tramonto? Speriamo di no.

4) Rafael (Verona): Quando si perde 5-0 la colpa è un po’ di tutto il collettivo, a partire dall’allenatore passando per ogni (o quasi) giocatore che scende in campo. Nella tristissima domenica del “Ferraris”, però, il buon Rafael (la sua stagione è comunque da considerasi positiva) ha l’ingrato onere di raccogliere per cinque volte la palla dalla sua rete. E in occasione del secondo gol di Bobo Soriano, il portiere carioca non è del tutto esente da colpe del caso.

3) Luca Toni (Verona): Il momento ‘no’ del Verona è la fotografia del suo stato di forma. Quando Toni-gol fa il suo mestiere (segnare), allora l’undici di Mandorlini (orfano tra l’altro di Jorginho, probabilmente proprio con Toni l’uomo chiave dei veneti) viaggia a ritmi europei, ma se il buon Lucone nazionale è in giornata no, allora il balcone di Giulietta è sempre in serio repentaglio e, in occasioni come quella di ieri, rischia di crollare. Sbaglia due gol nelle sue corde e, alla fine, Marassi gliela fa pagare con gli interessi.

2) Bostjan Cesar (Chievo): Mattia Destro, Gervinho e compagnia cantante gli fanno venire l’emicrania. A due giorni dalla sfida del “Bentegodi”, speriamo comunque che il mastodontico centralone sloveno abbia smaltito i postumi di quella serata no. A volte, però, l’Aspirina non basta. Giocasse sempre come sabato sera, sarebbe più adatto alla gara tra scapoli ed ammogliati che al campionato di Serie A. Per sua fortuna, comunque, giornate no come quella capitano una volta ogni tanto. Auguri, Bostjan!

1) Sergio Floccari (Sassuolo): De Gregori cantava che un giocatore si giudica dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia e poco male se, da essere umano quale un calciatore, in definitiva, è, ci si possa, di tanto in tanto, imbattere in errori di percorso (vedi rigori sbagliati). Per la cronaca conveniamo col celebre cantautore romano ma, al di là dell’errore dal dischetto dell’ex Lazio, di coraggio e fantasia nella sua prestazione ne abbiamo scorta ben poca. Condanna, o quasi, i suoi alla retrocessione. Spiace.

 

A cura di Mirko Panico