Tanti anni di calcio alle spalle, tanta passione per il pallone e per il manto verde. Questo spinge Raffaele Niutta e Emiliano Amata a guardarsi intorno e cercare un nuovo progetto nel quale investire. Passato da calciatore e dirigente nella Frattese per Niutta. Tanti anni da direttore sportivo e fondatore dell’Associazione ADICOSP assieme ad altri direttori sportivi, per l’ex Sant’Anastasia Emiliano Amata. Colleghi di lavoro nella vita quotidiana, collaboratori nella vita calcistica. I due stanno progettando un sodalizio nel quale collaborare assieme, Niutta come Presidente, Amata come direttore generale ed uno staff già stabilito.
Gli occhi dei due imprenditori campani sono finiti su di una realtà dilettantistica, ma che in passato ha solcato grandi palcoscenici. Si tratta del Potenza Calcia, attualmente militante nel girone H del campionato di Serie D.
La nostra redazione ha contattato telefonicamente il direttore Amata e il Presidente Niutta i quali ci hanno spiegato, in esclusiva, il proprio progetto: “Il nostro intento è quello di investire in una società sulla quale è possibile pensare ad una progettualità, un futuro ed una stabilità – esordisce Amata– Il Potenza è una realtà che merita di essere riportata in auge perchè in passato ha solcato palcoscenici importanti. Ha una città ed una tifoseria ampia e anche per questo è ricaduta su di essa la nostra attenzione. Abbiamo iniziato a parlare del progetto con Nicola Dionisio, che prima di noi è entrato in società. Noi attendiamo di guardare i documenti per capire come sono i bilanci economici e quanti debiti ci sono. La nostra intenzione è quella di entrare per prelevare il 51% delle quote, ma non per una mania di grandezza o perchè vogliamo comandare, ma per garantire trasparenza e riuscire a gestire la società con serenità. Noi ci stiamo organizzando. Entro il 30 maggio vedremo se il sodalizio è fattibile altrimenti ci guarderemo intorno, ma la priorità è il Potenza. Abbiamo avuto proposte anche da altre città però onestamente puntiamo ad una piazza calda, con grande seguito, perchè in quel caso si può pensare ad una progettualità e non essere di passaggio. Il nostro progetto è quello di crescere portare il Potenza in categorie superiori, come la Lega Pro, per iniziare. Per fare questo ovviamente abbiamo intenzione di investire anche sul Settore Giovanile. Un progetto che prevede crescita futura ha bisogno di lavorare sui dettagli e non solo comprare grandi giocatori, prendere il grande allenatore. Ci vuole una struttura stabile, con uno staff importante e preparato, un grande tifo che spinga la squadra, di uno stadio, di un Settore Giovanile di livello perchè in Lega Pro il minutaggio dei giovani porta dei vantaggi economici. Inutile nasconderci. Le spese sono tante e quindi è necessario fare il possibile per avere delle entrate e non per arricchirsi ma per pensare in grande e far scalare le vette ad una società”.
Il Presidente Niutta sottoscrive quanto già sottolineato da Amata e poi specifica: “Questo nostro progetto prevede due strade. La prima è quella di entrare in società prelevando il 51% delle quote, perchè non voglio ripetere la stessa esperienza che ho vissuto in passato. Al momento però siamo in stand by, perchè il Presidente attuale ha detto che non vuole vendere una quota cos√¨ alta e questo -ammette- ci ha destabilizzato. Noi puntiamo a intavolare questa sinergia. La seconda opzione sarebbe quella di prelevare il titolo sportivo di una squadra di Eccellenza che ha vinto il campionato e portarlo poi a Potenza. Però il tutto è ancora in fase embrionale. Come ha già sottolineato il direttore siamo ancora in attesa di vedere i documenti e ovviamente se non abbiamo le carte in mano non possiamo procedere alla trattativa. Voglio entrare in società e avere una sicurezza e non ritrovarmi sorprese ogni giorno. Il nostro progetto è quello di far tornare in alto il Potenza, perchè merita. Mi spinge la passione per il calcio e la scelta di Potenza non è casuale. Quando ero giocatore il Poteva solcava campi importanti, militava in categorie maggiori ed è questo il nostro obiettivo. Sappiamo che dovremmo investire una ingente somma all’inizio, ma poi dobbiamo riuscire a creare stabilità economica, non per essere una meteora, ma per crescere e creare un progetto importante perchè non bisogna giocare con la passione dei tifosi”. Dalla Campania alla Lucania: “La scelta della Basilicata è semplice. Non è che in Campania non si possa fare calcio, ma il modo di approcciarsi non rispecchia il mio credo. Nella mia regione ci sono poche realtà veramente importanti, a livello dilettantistico. In Campania ci sono troppe problematiche ed inoltre le società cercano degli imprenditori per riuscire a finire l’anno. Non c’è una progettualità Serve solo colui che porta i soldi. L’anno scorso sono stato a Fratta e oltre a sfiorare la vittoria abbiamo creato un ambiente sereno e stabile. I giocatori potrebbero prendere di più, ma hanno sposato un progetto nel quale prendi qualcosa in meno, ma sei sicuro di essere sempre pagato. Bisogna saper spendere e non accontentare le richieste senza avere un po’ di lungimiranza. Se mi chiamasse qualche società campana? No al momento no. La nostra priorità è il Potenza, li ascolterei, per educazione ma niente di più. Ho preso questo impegno e con questo cerco di andare avanti. Se poi ci accorgiamo che la cosa non può portare a niente, che l’attuale dirigenza non sia interessata al nostro ingresso allora ci guarderemo intorno e troveremo un’altra società dove portare il nostro progetto. Sia chiaro, che se questo dovesse accadere non sarà perchè avrei rifiutato io”.
Cristina Mariano




