Nella giornata di ieri è stata votata la mozione per il blocco dell’assegnazione del titolo e delle retrocessioni in caso di nuovo stop del campionato. Questo è quello che è stato deciso da 16 votanti su 20, 4 astenuti, nell’assemblea della Lega Serie A.
I presidenti, quindi, si sono opposti alla proposta di assegnare lo scudetto e di decidere tramite algoritmo qualificazioni alle competizioni europee o le retrocessioni. Una decisione che non ha certamente lasciato sereno e contento il numero uno della FIGC Gabriele Gravina, che invece, avrebbe voluto muoversi sulla linea dell’algoritmo. Una decisione non accolta bene dalle società della massima serie, che al contrario ha proposto il blocco delle retrocessioni e la non assegnazione dello scudetto, salvo che sul campo non ci sia l’aritmetica . Vale a dire che, se al momento dello stop si verificasse la situazione in cui la seconda non ha la matematica a favore per sperare la capolista, verrebbe assegnato e ufficializzata la vittoria del campionato. Lo stesso dicasi per le retrocessioni.
Una linea che Gravina non sposa, anche alla luce di quanto già deciso nella LND. Cosimo Sibilia e i suoi, infatti, hanno votato per una promozione e quattro retrocessioni, come format prevede. Una proposta che dovrà essere votata lunedì 8 giugno e che sembrerebbe a questo punto avere dei presupposti diversi in camera di consiglio federale. Il fatto di ritrovarsi ad avere una Serie A che blocca le retrocessioni andrebbe inevitabilmente ad investire anche il calcio dilettantistico. In automatico si andrebbe a creare una sorta di figli e figliastri, due pesi, due misure. Insomma, scegliendo il detto che meglio aggrada, ci sarebbero tutte le condizioni per far sì che la quasi certa proposta di Sibilia finisca a gambe all’aria.
Certamente questo non farebbe che far sghignazzare i presidenti che, con Antonio Petraglia in testa, si stanno battendo affinchè ci sia un dietrofront dei vertici LND, ma anche un veto alla proposta delle quattro retrocessioni. Se, infatti, sembrerebbe ormai certa l’approvazione della Lega Nazionale Dilettanti, un cambio fronte di questo tipo, quindi il blocco delle retrocessioni in A, aprirebbe una forte spaccatura non tanto nel Consiglio Federale, quanto all’interno della stessa LND, con i presidenti a dividersi tra coloro che appoggiano e quelli che si mettono di traverso. Numeri in mano, infatti, il passaggio dal consiglio sembrerebbe per Sibilia soltanto un pro forma, ma niente a questo punto potrebbe escludere un improvviso e imprevedibile salto del banco.
Insomma, l’8 giugno, da questo momento sarà ancor di più la data indicativa, ma soprattutto una giornata infuocata per i vertici FIGC.




