Serie A. Da calciopoli al caso Lotito: niente è cambiato

Da Calciopoli al caso Lotito, trova le differenze!
Zdenek Zeman, Simone Farina, Fabio Pisacane, Pino Iodice. Cos’hanno in comune questi quattro protagonisti del calcio italiano? Tutti e quattro si sono ribellati agli illeciti all’interno dello sport più amato dagli italiani. Zeman nel 2006 denunciò Luciano Moggi, la Juventus e tutto ciò che, a seguito delle indagini, usc√¨ fuori da quello che fu ribattezzato come Calciopoli. Ci fu una bufera sulla Serie A. Ci furono tantissime intercettazioni nel corso degli anni, che provarono il coinvolgimento di molte società militanti nella massima serie. La più punita fu solo la Juventus con la retrocessione in serie B nella stagione successiva. Lo svolgimento delle indagini, delle intercettazioni pubblicate, i club coinvolti, i processi si conoscono ampiamente. La questione Calciopoli non è mai finita e probabilmente mai finirà. Sono passati otto anni, ma agli juventini brucia ancora, le altre società estranee ai fatti si sentono tutt’ora defraudate. Il tutto portò allo studio della moviola durante e dopo la partita, all’analisi quasi esasperata di ogni episodio e conseguente decisione arbitrale di dubbia giustezza. I media di maggiore prestigio, e non solo, ci sguazzano.

Nel 2011 prima Simone Farina, ex calciatore ed allenatore italiano, che all’epoca giocava nel Gubbio, e poi Fabio Pisacane, attualmente in forze all’Avellino diedero un grande contributo nello scoprire il terzo filone dello scandalo di Scommessopoli, le prima due furono nel 1980 e nel 1986. Farina non su preso in considerazione, mentre Pisacane fu l’ago della bilancia, colui che fece scoppiare una vera e propria, nonch√© ennesima, bomba sul calcio. Erano coinvolti molti grandi nomi, da allenatori e calciatori, a dirigenti di ogni categoria, dalla Serie A alla Lega Dilettanti. Questo scandalo inflisse un duro colpo, cos√¨ come Calciopoli, ai tifosi, milioni di tifosi, di tutta Italia. Il reato principale era quello di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. Ancora oggi sono in corso i processi, ancora oggi se ne parla.

Il colpo di grazia a questo sport ed ai tifosi, però, è arrivato il mese scorso. Pino Iodice rende pubblica una telefonata tra lui, direttore generale dell’Ischia Isolaverde, e Claudio Lotito, presidente della Lazio e co-presidente della Salernitana. Una telefonata che ha alzato un polverone, neanche più di tanto terribile, per l’ennesima volta sul calcio italiano. Questo, però, sono nei primi giorni, quando la notizia riempiva le prime pagine, era fresca, o calda, che dir si voglia. Sulla questione la Procura ha aperto un fascicolo. Tutto tace, tutto sembra archiviato. Il Procuratore, il solito Stefano Palazzi, già protagonista della vicenda Calcioscomesse, starà sicuramente indagando. Intanto nelle trasmissioni televisive si discute, o meglio si è discusso a scoop appena lanciato, sulla legittimità della telefonata, su quanto sia stato di cattivo gusto e poco gentile registrare una telefonata privata. Il contenuto? A quanto pare il contenuto non turba più di tanto.

Il giorno dopo la diffusione della registrazione Lotito si è presentato in conferenza stampa parlando di un atteggiamento consuetudinario, conservativo per mantenere in piedi certe logiche. Iodice ha chiesto poi il commissariamento della FIGC. Per il momento però, non ci sono tracce di indagini all’interno della Lega Calcio, c’è solo un fascicolo, due se si considera anche quello arrivato in seguito a delle esternazioni poco consone all’indirizzo degli arbitri, nei confronti del Consigliere Federale. In effetti, un’indagine che si rispetti richiederebbe come minimo un commissariamento per capire effettivamente cosa intendesse Lotito per atteggiamento consuetudinario. I dirigenti sono coinvolti, si accordano? Il campionato, anzi i campionati sono falsati? La locuzione usata dal patron biancoceleste lascia trasparire cose poco lecite e che potrebbero definirsi anche come una vera e propria frode, qualora tutto ciò fosse vero, nei confronti, in primis, di tutti coloro che nelle proprie squadre ci mettono il cuore ma anche i soldi per biglietti, abbonamenti, trasferte, viaggi, pay per view. Per un occhio attento però, ci sono delle cose che non sfuggono: degli atteggiamenti e dei risultati, delle prestazioni che lasciano a bocca aperta ed alle quali non si sa dare spiegazione. Ne sono un esempio alcune occasioni ripetutamente sprecate per fare il sorpasso che si aspetta da mesi, gli atteggiamenti nelle partite, come se la squadra non avesse voglia di giocare, non dovesse giocare per evitare problemi. Agli osservatori compulsivi certe cose non sfuggono. Probabilmente, però, i vari scandali non hanno fatto altro se non condizionare lo spirito di osservazione di alcuni tifosi, creando una sorta di mania di persecuzione.

Ci sono altri tifosi, invece, che hanno piena fiducia in questo sport cos√¨ malconcio, cos√¨ corrotto. Sono quei tifosi che non vedono o non vogliono vedere, quelli che credono ancora alla casualità, al fatto che la palla è tonda, al ogni partita ha la sua storia, a queste frasi dette che davano un senso a tutto. Probabilmente, però, come dice Vasco Rossi, tante cose un senso non ce l’hanno. Probabilmente il sospetto è immotivato e frutto di condizionamento, forse anche mediatico, su una dietrologia che non c’è. Il fatto che del caso Lotito non si parli più non può passare inosservato. I tifosi, che sono il fulcro di questo sport, prima ancora dei milioni che circolano, prima ancora degli sponsor, dovrebbero chiedere chiarezza a gran voce, trasparenza. Si contestano le squadre, i calciatori, gli allenatori, i dirigenti, perch√© non contestare l’operato di Tavecchio & Co.? Sarebbe bello vedere su unico striscione rimbalzare da Palermo a Milano, da Lecce a Napoli, dalla serie A alla Lega Pro, su cui si contesta questa sorta di omertà su un fatto cos√¨ grave come l’atteggiamento consuetudinario e conservativo che si segue per mantenere in piedi certe logiche. Il Dio denaro regna sovrano, come un dittatore si un Paese sottomesso. Tutto ha un limite, però. Toccateci tutto, ma non toccateci il calcio!

Cristina Mariano

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