Sensazioni azzurre. Un passo alla volta, Gennaro

Gennaro detto Gattuso è davvero un ragazzino in panchina rispetto ai soloni che conosciamo, e come voler arrivare sull’Everest e tu, ringhio stai ancora aggiustando lo zaino! Ma come calciatore beh, chi mastica un po’ di pallone sa quanto è stato umile, operaio, orgoglioso, attorniato da incredibili campioni e vincente fino alla vetta di un Mondiale indimenticabile. Ed allora cominci a riflettere sulla tempra ritrovata dei suoi ragazzi in campo, con la Juve prima e col Verona dopo.

Se con la Vecchia Signora ci sono gli stimoli da una vita immaginiamo con la vispa Giulietta, che stava lì pronta a scavalcarci in classifica, ma di mezzo c’erano i festeggiamenti di coppa e ringhio lo sapeva benissimo, ed allora il suo lavoro mentale (come sopra citato) da calciatore decorato è valso più della panchina che si sta meritando, e così ha caricato un Goulam polmone dimenticato, ha spronato un Milik dal morale sotto i tacchi, dalla insoddisfazione economica dal posto non sicuro, ed ha messo nella mischia quel messicano a fine partita sussurrandogli che nella sua Calabria il peperoncino non va solo sui piatti ma a volte anche da altre parti.

Fatto sta che il Napoli dal gruppo bellissimo ha ritrovato il suo centravanti e un altro piccoletto (oltre ai tre tenori)che possono davvero mischiare le carte per queste gare finali di campionato ma soprattutto in vista di un Barcellona a cui regalare un posto sotto l’ombrellone e guardare il vero mare quello di Napoli, in fondo la Sagrada Familia mai finita e il simbolo della città’ e a Napoli lo sappiamo le cose a metà nel pallone ne abbiamo viste tante, ma stavolta riassaporata una festa vogliamo pure la Sagra o la Sangria da portare a casa, in attesa di vederli crescere ancora insieme al loro condottiero dal viso truce e dagli occhi da bambino affamato di Gloria….FNS

Giuseppe Giannotti