Scafatese. Caos Stadio: ancora porte chiuse e nuovo rischio esilio

Di Pasquale Formisano

Era la notizia principale della stagione della Scafatese Calcio 1922, il ritorno allo Stadio “Comunale 28 Settembre 1943” di Scafati, rimasto chiuso per quasi tre anni, nei quali i canarini hanno prima giocato a porte chiuse il vincente campionato di Promozione e poi sono stati costretti all’esilio forzato a Sant’Antonio.

Un ritorno molto gradito alla città, che ha nuovamente riempito lo stadio come i vecchi tempi, mostrando quella passione giallobleu mai sopita negli anni, se non nei tempi della lontananza forzata; una ventata di entusiasmo che aveva trascinato la squadra, uscita vincente dai big match contro le prime della classe, la Polisportiva Santa Maria prima e la Palmese poi.

ILLUSSIONE E DELUSIONE – Poi, prima del match con la Battipagliese, l’improvvisa doccia fredda, con l’imposizione comunale di giocare a porte chiuse. La vittoria rotonda per 6-0 sembrava aver placato gli animi e riportato tutto alla normalità, ma il fulmine a ciel sereno è arrivato pochi minuti or sono, a meno di 48 ore dall’incontro infrasettimanale con il Vico Equense: ancora porte chiuse, ancora niente pubblico, ancora assordante silenzio.

ANCORA PORTE CHIUSE – Una decisione che lascia uno strascico infinito di perplessità, così come ha confermato ai nostri microfoni il Presidente Vincenzo Cesarano: “Così non si può assolutamente andare avanti. La comunicazione nefasta ci è arrivata con colpevolissimo ritardo, saremmo costretti a giocare a porte chiuse mercoledì per una decisione comunale e non abbiamo nemmeno il tempo materiale per provare a fare un cambio campo. Ma se per la prossima partita casalinga l’amministrazione non risolverà questo problema relativo allo Stadio la Scafatese lascerà nuovamente la città e tornerà a giocare fuori”.

RISCHIO ESILIO – Si prospetta, dunque, per i canarini, un nuovo esilio forzato. Se non si dovesse giocare a Scafati l’ipotesi più accreditata sarebbe un ritorno al Vigilante Varone, stadio che ha accompagnato le gare casalinghe dei giallobleu nelle ultime due stagioni di Eccellenza. Il popolo scafatese resta in attesa di nuovi sviluppi, con la speranza di poter restare a casa ma con un’amarezza in bocca che sembra sempre più difficile da buttar giù: la Scafati sportiva, non solo calcistica, meriterebbe sicuramente un presente migliore”

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