Salernitana. Berardi: “Come si fa a rifiutare Salerno?”

Prende forma sempre più la Salernitana che affronterà il prossimo campionato di Prima Divisione, ormai è fatta per l’arrivo del portiere Alessandro Berardi, classe ’93 scuola Lazio (quest’anno ha conquistato la promozione in serie A con l’Hellas Verona).
L’estremo difensore, intervistato in esclusiva da Solo Salerno ha dichiarato:
Le mie parole sono state male interpretate, mi riferivo alla Lega Pro in generale e non nello specifico alla Salernitana che con questa categoria non c’entra nulla – spiega – Essendo stato in B col Verona, anche se ho giocato obiettivamente poco, farebbe piacere proseguire in cadetteria, ma Salerno non sarebbe affatto un passo indietro. Per l’importanza della piazza, per il grande tifo e le ambizioni della società sarebbe un’ipotesi che non mi dispiacerebbe affatto. Sto aspettando di parlare con la società per capire cosa mi consigliano, loro spingono per mandarmi a Salerno ma vorrei capire i programmi e le prospettive, anche perch√© c’è qualche richiesta dalla B (Spezia e Latina, ndr). Non ho paura di giocarmi il posto, sono giovane e finora nessuno mi ha mai regalato niente. Non vorrei partire con l’etichetta di secondo – continua – ma questo non significa pretendere il posto assicurato. Sono giovane, non vorrei trascorrere un altro anno a scaldare la panchina. Vorrei semplicemente la garanzia di partire alla pari con Iannarilli, consapevole che lui avendo fatto già bene per due anni è avvantaggiato in quanto gode della stima della gente. Con Antony abbiamo giocato insieme e c’è stima reciproca. L’ho sentito in occasione del suo brutto infortunio, tra noi c’è un buon rapporto. A queste condizioni non avrei alcuna remora a vestire la maglia della Salernitana. Ero in panchina nell’amichevole con la Lazio dello scorso agosto, rimasi affascinato dal colpo d’occhio della Sud. Con Capua, Zampa e Perpetuini siamo amici e ci sentiamo spesso, mi hanno raccontato del grande affetto della gente di Salerno che ti fa sentire calciatore vero. Come si può rifiutare una piazza del genere?.

Roberto Annunziata