russia-ucraina

Russia-Ucraina. Le contestazioni all’indomani delle stragi

Da Bucha a Kramatorsk a Makariv: la guerra Russia-Ucraina sta diventando sempre più un eccidio, lo sfogo folle di un tiranno ormai allo stremo delle forze psicologiche. Questo è ciò che i giornalisti più vicini al Cremlino stanno delineando. La scelta scellerata di una guerra nascosta ai cittadini russi, giustificata da ambizioni megalomane ha avuto le sue conseguenze.

Seppur in gran parte della nazione sia nascosta la realtà dei fatti, le manifestazioni non mancano. Il mondo intero, a modo proprio, sta manifestando contro quella che da Putin viene chiamata speciale operazione militare. Atleti espulsi da qualsiasi competizione, o quasi, contratti rescissi, distanze prese.

Gli ultimi risvolti, però, hanno aperto a nuove, più forti e scioccanti contestazioni. La prima lo scorso 6 aprile, quanto la nuotatrice Rūta Meilutytė, lituana, ha prima postato sul suo profilo Twitter un gigantesco “Slava Ukraina”. A questo post sono seguiti altri, sempre più indirizzati, fino alle fotografia e al video che la ritraevano mentre mentre nuotava in uno stagno dipingo di rosso.

Una mossa scenografica per andare a simboleggiare proprio le stragi e il fiume di sangue che sta scorrendo tra le vie dell’Ucraina.

 

Poi, ieri, in un campo di calcio. I tifosi del Legia Varvasia, ospiti del Lech Poznan, hanno esposto uno striscione inquietante, quanto eloquente. Vladimir Putin rappresentato con un cappio al collo, con indosso la maglia dello Spartak Mosca, squadra gemellata proprio con il Pozan. Allo striscione si è unico un coro “Ruska kurwa”, cioè “Russia p******”.