Torna a parlare l’ex presidente della Turris, Rosario Gaglione, e lo fa sulle colonne del quotidiano Metropolis. Argomento? No, non i corallini, ma bensì i compensi in Serie D con riferimento ai bonus previsti dal decreto “Cura Italia” richiesto dai calciatori.
L’ex numero uno della squadra di Torre del Greco, ha così spiegato ai colleghi della carta stampata:
“Non conosco la legge nel dettaglio, ma si parlava di un limite di 10mila euro, come reddito 2019. Ad essere onesti in serie D, almeno nelle squadre di vertice, solo gli under guadagnano meno di quella cifra. Trovo sbagliato, inoltre, escludere l’Eccellenza per mancanza del contrattino. Lì dovrebbero prenderlo tutti, perché ci sono ragazzi che vivono di questo. Il problema, però, non è solo calcistico – aggiunge Gaglione – Di tutti questi comitati che sono stati creati, non c’è alcun imprenditore o persone che capisca realmente di quello che deve affrontare. Poi, ribdisco, per esperienza personale, che nelle squadre che lottano per il vertice, ma anche in alcune di metà classifica, è molto difficile trovare calciatori che guadagnano meno di 10mila euro”. – Restando in tema di D l’ex presidente dei corallini spiega – “I calciatori di Di, così come quelli di Eccellenza, sono dilettanti solo sulla carta. Si allenano tutti i giorni, poi c’è il ritiro e la gara. Si comportano ed è giusto che vengano pagati da professionisti. Solo dalla Promozione in già esistono davvero i dilettanti, con gente che si allena di sera e due volte a settimana” – Qualche battuta anche sulla Serie D, presidenti e il futuro della categoria – “Nessuno obbliga qualcuno a fare il presidente di calcio, è una scelta personale. Una scelta che deve essere fatta solo se c’è la possibilità e il budget, già a inizio anno. Invece in D girano sempre i soliti personaggi che a ottobre non pagano. Ma non si deve dimenticare che i calciatori vivono di questo, hanno famiaglia e quei soldi servono per andare avanti. Molti presidenti, ora, si nascondono dietro l’emergenza Covid. In futuro, meglio meno gironi, ma con squadre e presidente che possano sostenere il tutto”.




