Road to the final. E’ l’ora del Ragnar«´k: Afragolese e Costa D’Amalfi affilano le armi

“Ecco là io vedo mio padre, ecco là io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli, ecco là io vedo tutti i miei parenti defunti, dal principio alla fine. Ecco, ora chiamano me, mi invitano a prendere posto in mezzo a loro, nella sala del Valhalla, dove l’impavido può vivere per sempre”

Riecheggia nell’aria da Afragola ad Amalfi il suono del Gjallarhorn. E’ tempo del Ragnar«´k, è tempo di scendere in campo. Si affilano le armi in quel di Cardito, cos√¨ come a Maiori dove Osvaldo Ferullo e Giovanni Masecchia, nelle vesti di un Starka√∞r, forte combattente, preparano i propri ragazzi alla battaglia finale.

Se nella mitologia norrena il Ragnar√∏ è la lotta tra ordine e caos, luce e tenebra, nel nostro contesto si tratta della lotta tra i veterani, l’Afragolese, e i neofiti, il Costa D’Amalfi. Una battaglia che sta iniziando a entusiasmare già a 72 ore circa dal fischio d’inizio. Mercoled√¨ si scenderà in campo per la finale, il primo grande evento stagionale del 2020, di Coppa Italia Dilettanti.

Le due squadre sono scese in campo sabato, con le rispettive rivali anticipando il turno di campionato. I rossoblù arrivano dal pareggio contro il Mondragone, agganciando la perdente Puteolana sul campo di Volla. I costieri, invece, arrivano dalla vittoria contro la Battipagliese. Si affrontano due squadre amanti del gioco propositivo ma che fanno molta attenzione alla fase difensiva. Non a caso l’Afragolese attualmente registra 16 gol subiti, mentre sono appena due in più quelli subiti dal Costa D’Amalfi.

Osvaldo Ferullo, a differenza di Masecchia, ha un credo camaleontico, cercando di posizionare la squadra nel miglior modo possibile in base all’avversaria, ma difficilmente si discosta dai due moduli principali: il 4-3-3 ed il 4-3-1-2. Ottimo il lavoro sugli esterni, seppur non riescano a concretizzare tutte le occasioni create. Sono solo 28 i gol messi a segno in 21 gare di campionato, poco più di un gol a partita. Il punto di forza del Costa D’Amalfi è certamente la difesa, dove i due centrali serrano i ranghi in maniera ordinata ed educata. Asciuti, Mansi e Vallefuoco i tre principali cardini di una retroguardia che fa impazzire gli avversari.

Di fronte ci sono Masecchia e i suoi, con il canonico 4-3-3 di scuola squillantiana che crea e si muove per lo più mettendo in comunicazione tutte le catene. Su Marzullo parte l’impostazione del centrocampo, il mediano dai piedi magici che sui calci piazzati lascia ancora a bocca aperta non solo avversari, ma anche spettatori. L’interdizione del fraseggio avversario tocca a Conte o al Pitbull Viscido, affiancati da un Ausiello infaticabile e instancabile di cui non si può fare a meno. Proiezione offensiva massima e un reparto avanzato che non si fa desiderare ad andare in gol. Sono 46 i centri in campionato, con 14 marcatori diversi, considerando anche Michele Longo e Michele Mosca, ora altrove.

Di contro sono 11 i calciatori andati in rete per il Costa D’Amalfi. Certamente numeri non bassi per i due club, ma il conteggio dei gol rossoblù mette davvero i brividi ai tifosi del Costa D’Amalfi. Quasi il doppio delle segnature, ma con elementi come Signorelli che su punizione, e non solo, incanta, l’eterno Dino Fava, l’imbufalito Toro Befi. Solo alcuni dei nomi su cui può contare Masecchia per rendere la macchina praticamente perfetta.

Squillino le trombe, ordunque, rullino i tamburi, rimbombino i corni. E’ tempo di guerra, è l’ora della battaglia.