Real Agro Aversa. Caso Miani: Pellegrino non ci sta, annunciato nuovo ricorso

La questione stadio Miani di Ginosa resta aperta per la Real Agro Aversa. I granata, infatti, dopo aver presentato ricorso per via della misura non regolare del campo (LEGGI QUI), ha ottenuto risposta. Secondo quanto raccolto dal comunicato della società casertana, il Giudice Sportivo ha deciso di omologare il risultato di Taranto e bocciare, quindi, il ricorso dell’Aversa.

La società di patron Guglielmo Pellegrino, però, non ha intenzione di arrendersi e annuncia un appello alla Procura Federale.

“Abbiamo sempre avuto rispetto delle istituzioni, perché riteniamo che debbano essere super partes e far parlare le leggi. Non quando le stesse istituzioni si vestono di arroganza e di ‘potere’. Ricorreremo alla Procura Federale e se servirà anche alla giustizia ordinaria. I 3 punti in palio non ci interessano, vogliamo semplicemente far valere la verità e discutere il merito. Cosa che non è accaduta: non abbiamo avuto risposte dal Giudice sportivo che ha preferito non guardare nemmeno le carte che abbiamo presentato –spiega il numero uno granata- Ci tengo a precisare – continua il patron normanno – che abbiamo chiesto il documento attestante l’omologazione del campo e di conoscere le misure del campo di ‘Ginosa’ (dove si è giocata la partita).

“L’omologazione per un campionato di Serie D si ottiene solamente quando sul territorio c’è una squadra di Serie D, che non ci pare esserci mai stata a Ginosa. Chi ha autorizzato quella partita si è preso una responsabilità che dovrà chiarire dinanzi ad un giudice. Come già detto presenteremo appello alla sentenza e di certo non ci fermeremo. La vittoria a tavolino non è il nostro obiettivo, 3 punti possono essere sì determinanti ma non sono la ragione di questa nostra ‘battaglia’. In quel campo non si poteva giocare, e faremo di tutto per dimostrarlo e per far leggere le carte a chi dovrebbe rappresentarci nella giustizia sportiva.

“Qualora così non dovesse essere -conclude- i nostri avvocati sono pronti a portare il giudizio anche dinanzi ad un tribunale ordinario, contro tutte le parti in causa, compresa la Lega Nazionale Dilettanti e gli organi di giustizia sportiva”.