Dopo una lunga e prestigiosa carriera da calciatore, Raffaele Imparato ha deciso di intraprendere una nuova avventura nel mondo del calcio. L’ex difensore, cresciuto nel settore giovanile della Salernitana, è stato protagonista con maglie importanti come Taranto, Perugia, Torres, Scafatese, Catania, Ebolitana, Agropoli, Sorrento e Vicenza, costruendo un percorso ricco di soddisfazioni tra professionismo e dilettantismo.
Conclusa la carriera sul rettangolo verde, Imparato ha scelto di mettersi alla prova in panchina, guidando nell’ultima stagione l’Under 17 del Picerno. Un’esperienza che gli ha permesso di trasmettere ai giovani il patrimonio di conoscenze accumulato in oltre vent’anni di calcio giocato. Ai microfoni di Sport Campania, l’ex difensore ha raccontato il suo impatto nel nuovo ruolo, il rapporto con i ragazzi, la crescita personale vissuta durante l’anno e le prospettive per il futuro.
Dopo tanti anni da calciatore, com’è stato il passaggio al ruolo di allenatore e quanto è stato impegnativo lavorare con i giovani dell’Under 17?
“Il passaggio è stato abbastanza naturale. Già da calciatore mi sentivo un allenatore in campo e ho sempre avuto grande interesse per l’evoluzione del gioco e per gli aspetti relazionali. Non a caso nel 2018, quando ero ancora in attività, ho conseguito il diploma a Coverciano pensando proprio a questo percorso. Fin dal primo giorno ho vissuto questa esperienza con grande passione. Allenare giovani o adulti non cambia il mio approccio: la voglia di trasmettere qualcosa cresce ogni giorno. Se c’è una cosa che mi manca è la vita dello spogliatoio da calciatore, ma sono convinto che il meglio debba ancora arrivare.”
Il tuo futuro sarà ancora al Picerno oppure ti senti pronto per l’esperienza su una panchina di una prima squadra?
” Ho ricevuto diverse manifestazioni di interesse e anche la proposta del direttore Guariglia di proseguire il mio percorso al Picerno. Allo stesso tempo mi sento pronto anche per un’esperienza nel calcio dei grandi. Qualche contatto c’è stato, ma al momento non c’è nulla di concreto. Valuterò con serenità le opportunità che si presenteranno.”
Quanto sei cresciuto in questa prima esperienza da allenatore e chi vuoi ringraziare per averti aiutato in questo nuovo percorso?
“Devo ringraziare innanzitutto Enzo Fusco, che mi ha accolto nel mondo della scuola calcio lasciandomi grande libertà di lavorare e sperimentare. Un ringraziamento speciale va poi a Carmine Guariglia, che ha creduto in me affidandomi l’Under 17 del Picerno e sostenendomi anche nei momenti più difficili.
Questa stagione mi ha fatto crescere molto. Ho capito che fare l’allenatore è completamente diverso dall’essere calciatore: le responsabilità sono maggiori e i risultati non dipendono esclusivamente da te. La vera missione di un allenatore è trasferire esperienza, valori e idee ai propri ragazzi.
Il confronto con realtà importanti come Salernitana, Catania, Cosenza e Sorrento è stato estremamente formativo e ha rafforzato le mie convinzioni. Se c’è una lezione che porto con me è che competenza e preparazione sono fondamentali, ma le qualità più importanti restano l’empatia e la comunicazione.”




