Si porta a due gare consecutive la striscia (o meglio striscetta) di risultati utili di questa difficile stagione granata. E se guardiamo allo “striscione” di cinque KO uno dopo l’altro, non possiamo proprio lamentarci. Ieri, però, nonostante si giocasse a circa 450 km dalla Città dell’Alfa, in quella Vibo Valentia con tutte le difficoltà climatiche annesse, non possiamo parlare di punto guadagnato, quanto più di vittoria gettata alle ortiche. E se non bastasse il doppio vantaggio sprecato in meno di 45′, ci si mette anche l’arbitro che annulla al baby Alessandro Parentato (sempre più a suo agio in questa categoria) un gol (il primo in D della sua carriera) che pareva buono. Ma analizziamo il week end granata con occhi più obiettivi che mai:
Bomber Varriale – Poter annoverare nelle proprie file un difensore da 3 gol in sette gare di campionato (più 2 in Coppa Italia) è di sicuro un lusso per la categoria, di certo non un problema (che blasfemia!). Il problema è che gli unici attaccanti ad essere andati in gol sono Manfrellotti e Suriano (che ha pagato l’esultanza con l’Agropoli con la squalifica in terra calabra). L’auspicio è che l’arrivo dell’ex Milazzo, unito alla verve del trequartista ex Napoli Nicolas Pesce (ieri esordio battezzato con rete, la seconda del Pomigliano) possa dare quel pizzico (e siamo magnanimi) di peso in più all’offensiva per aumentare la mole di reti del parco attaccanti. Se poi Varriale continua a fare “il Materazzi”, tanto meglio: glielo auguriamo.
Mercato chiuso ? – Dopo il cataclisma-Torrecuso (che sarà il prossimo avversario del Pomigliano in Coppa), nota fonte di epurazione dello zoccolo duro del Pomi dei miracoli 2013, la stagione granata è praticamente ricominciata da 0, sia sotto l’aspetto tecnico che sotto quello delle scelte di mercato. Ad oggi, sembra che la rosa possa definirsi quasi completa (manca un “9” da doppia cifra alla La Cava, per intenderci). In difesa Seno è a posto: Di Costanzo (sempre tra i migliori), Caliendo ed il terzo (solo per una mera questione di età) Formisano rappresentano un tris di portieri niente male; l’esperto Candrina (in netta ripresa) guida il gruppo dei baby terzini Festa (il “più titolare”), Del Gaudio e Di Finizio (Moscarino ha salutato il Gobbato) mentre Rea, Varriale e Schioppa giocano per due maglie da titolare. Ed anche in mediana, non possiamo lamentarci: Oretti è un giocatore di categoria, Cerchia, per quanto evanescente, ha ottimo background, De Rosa non lo scopriamo oggi e Parentato e Caiazzo rappresentano due under di qualità. L’assenza di ali vere (eccezion fatta per il solo Panico e il deludente Arenella) ha poi dirottato Seno, amante del 4-4-2 venturiano, verso il 4-3-1-2 o, all’occorrenza, 4-3-2-1 con due tra lo stesso Panico, il piccolo grande Manco, il nuovo arrivato Pesce e Suriano a girare alle spalle (o in linea) di uni tra Romano, Manfrellotti o De Micco.
Prospettive – Il Pomigliano torna dalla sfida alla Vibonese con un punto, frutto del sopra citato 2-2, e tanta consapevolezza in più dei propri pregi e degli annessi limiti. Gli ampi margini di miglioramento di una rosa da poco ultimata garantiscono una corsa verso l’amalgama che permetterebbe di evitare svarioni (10′ di follia) come quelli di ieri: si può solo migliorare in questo senso e il punto da cui si parte non è poi cos√¨ malvagio. Cattiveria, cuore, coesione, consapevolezza ed umilta: mischiamo tutto in un bel calderone di buona sorte, e la pozione esorcizza-playout è pronta da servire, per la serie cotto e salvato.



