Grande occasione per il Pomigliano dell’era Seno 1.2. Dopo l’esordio vincente col San Severo e la debacle corallina griffata Tarallo, i granata hanno vinto (con merito) anche con Nardò ed Aprilia, portandosi a quota 29 punti: in testa quindi alla classifica del Girone H. Appollaiati alla squadra dell’Alfa, poi, troviamo altre due compagini, proprio il Nardò di Ragno ed il Virtus Francavilla mentre, a quota 28, ci sono l’altro Francavilla (quello di Lazic, il tecnico più ‘longevo’ d’Italia, alla sua decima stagione in Basilicata), il risorto Fondi (dato da tutti come la squadra ‘da battere’ ad agosto) ed ultimo ma non ultimo il Taranto di Sasa’ Campilongo, prossimo avversario di Rea e compagni. Vincendo il Pomigliano si porterebbe a quota 32 punti, sicuro del primato per almeno altri sette giorni (e non per forza in compartecipazione) ed a più quattro dai temibili pugliesi. E’ molto probabile che Seno scelga, per l’occasione, quella che da lui fin qui ritenuta la formazione ‘tipo’: Visone tra i pali, Russo (con La Mura che ne avrà ancora per un po’) ed Esposito terzini, capitan Rea e Di Girolamo centrali difensivi con Manzo però scalpitante, in cabina di regia Alfano dovrebbe riprendere il suo posto dopo la squalifica in luogo di Visciano ed, ai suoi lati, dovrebbero figurare il baby Liberti e Mirko Guadalupi. Davanti c’è la sensazione che Perna debba ancora accomodarsi in panca favorendo Umberto Prisco che, stranamente, sabato scorso non ha fatto goal. Alla sua sinistra, poi, stazionerà Panico, ma occhio a Mignogna voglioso di dimostrare di valere il suo ingaggio mentre a destra sicuro di un posto capitan Galizia. Ed il ‘fattore Gobbato’? Purtroppo, come accaduto (crediamo in forma minore col Nardò), anche domenica sembrerà di giocare fuori casa (attesi circa seicento tarantini). Ci saranno le famiglie, gli appassionati di calcio e gli addetti ai lavori ma i fedelissimi delle tribune dell’impianto di via Ravenna sono in contestazione con la società, accusata di aver sostituito Vincenzo Feola, ritenuto un vincente, con Biagio Seno e non aver ceduto Sasa’ Galizia, bomber della squadra ma con un feeling non eccezionale con i tifosi dopo un battibecco in quel di Torrecuso. Seno, a conti fatti, da quando fu sollevato lo scorso anno dal ruolo di tecnico (gli subentrò Francioso) non ha mai lasciato i granata. Buona parte dell’attuale rosa, inoltre, è frutto delle sue scelte: potrebbe essere questo il motivo per cui Pipola ha deciso di riaffidargli il ruolo di timoniere. Per ora, tranne la sconfitta (e la prestazione) di Torre, le cose stanno andando evidentemente bene. Il Pomigliano, comunque, n√© con Sorianiello n√© con Feola, ha mai dato l’impressione di essere una squadra fragile. Tuttavia, dalla prima di campionato, il limite è sempre stato nella continuità. Difetto comune comunque a tutte le ‘prime della classe’. Pensate che le tre capolista hanno infatti 29 punti, in media meno di due a gara e che in appena tre punti ci sono ben sette (7!) squadre. Come a dire: nulla è scontato. Il campionato può e deve dire ancora moltissimo e, con questo equilibrio, chissà che la differenza non possa farla proprio il mercato di riparazione. In questo senso, alla Città dell’Alfa non si è ancora mosso molto, ma è probabile che si attenda il risultato della prossima gara per trarre tutti i bilanci del caso. Dovesse trovarsi primo anche domenica sera, chissà che Pipola non decida di fare un ulteriore regalo alla Città.
Mirko Panico




