C’eravamo lasciati con le speranze del caso concernenti la trasferta di Reggio Calabria, ci ritroviamo, nel day after, con le speranze tramutatesi ormai nell’ennesimo spunto di rassegnazione. Sono passate cinque giornate e il Pomi ancora non c’è. Debutto interno Akragas, poi la trasferta di Torrecuso, quella di Cava, la gara del Gobbato col Savoia e, amaris in fundo, la spedizione di Reggio. Tutte sconfitte. 0-1, 2-0, 2-1, 0-2 e 2-0. Cinque sconfitte di fila, 9 reti subite ed una sola messa a segno dal buon Manfrellotti. Non bastasse, perch√© è giusto sapere che tutti i mali vengono per nuocere e che piove sempre sul bagnato, nel frattempo la tifoseria, storico vessillo di Città e granata maglia, profondamente delusa ha iniziato uno “sciopero” del coro che ha portato, contro gli oplontini di Torre Annunziata ad un surreale clima da gara esterna nonostante ci trovassimo nell’impianto di casa, quel Gobbato ormai culla di sole delusioni e lamentele. Ma di chi è la colpa? Per i tifosi è certo: staff tecnico ed organi dirigenziali, meno i giocatori che hanno “l’attenuante” di essere troppo scarsi per subire una protesta. Come a dire: poveri loro, ma colpevoli chi li paga, li allena e, di domenica, permette loro di scendere in campo. Questa mattina, una scritta che lascia poco spazio all’immaginazione, ha inaugurato il piovoso luned√¨ granata, apparsa sul muro esterno dell’impianto di via Ravenna. Eloquente, per quanto conciso, il contenuto della missiva murale: “Seno e società, via da questa Città!” I supporters hanno trovato i loro capri espiatori. Ma come andrà a finire?
Ammesso e non concesso che, come facilmente interpretabile da quanto descritto fin’ora, il morale intorno alla squadre è sotto i piedi e nella squadra stessa arieggia anzi un forte senso di ansia e smarrimento, sembra molto difficile che la dirigenza e, in primis, il focoso patron Pipola possano lasciare. Seno, poi, è un uomo di fiducia del Don Rafè granata e, a meno di clamorose dimissioni (che a quel punto sarebbero un’ammissione di colpe per quanto concerne il periodaccio del Pomi) non dovrebbe, almeno prima della gara interna con l’Agropoli (e per tornare al discorso del “piove sul bagnato”, gara più impegnativa non poteva presentarsi), abbandonare il timone. Quella appena inaugurata sarà una settimana a dir poco dura per tutta la squadra, dai quasi incolpevoli “under”, ai bersagliatissimi De Rosa (che rientrerà domenica dopo tre giornate di squalifica), Candrina e Cerchia (che, per restare in tema di coerenza, ha ben pensato di lasciare i suoi in dieci ieri). Non sarà facile lavorare, serve un segnale, un messaggio forte. Per chi non lo avesse a mente, Pomigliano non può essere da Eccellenza.



