Qui Napoli. Toro matado: vittoria di rigore, ora testa alla Viola

Tutt’ok al San Paolo: vittoria di (doppio) rigore e pratica Toro archiviata. Dagli undici metri ci pensa un non informissima Higuain che riesce, scrivendo due volte il suo nome sul tabellino dei marcatori, ad esorcizzare un momento non propriamente felice dal punto di vista psico-fisico (il problema-non problema all’adduttore lo tormenta da ormai un mese). Per il Napoli è la terza vittoria su tre al San Paolo nell’anticipo del pranzo domenicale da quando la Lega ha adottato questo curioso formato spezzatino per il campionato di A. L’entusiasmante 4-3 griffato Cavani sulla Lazio e il roboante 5-1 dello scorso anno sul Pescara gli altri due match-ragù in questione. Ma che Napoli si è visto ieri?

Toro inesistente – Ventura, ex dal dente avvelenato, non è riuscito a decifrare (e decodificare) questo Napoli-international. La gara l’hanno praticamente avuta sempre in mano gli azzurri. Merito di un Mertens in forma straripante, di un De Marco talvolta generoso con gli azzurri e di un undici granata mai in partita. Delusione della giornata è di sicuro Alessio Cerci, straripante fino a ieri ed anonimamente sostituito dal mediocre Meggiorini nell’intervallo del San Paolo. In realtà, la gara si è messa subito in discesa per i partenopei grazie al fallo di rigore di Bellomo sul solito Mertens. In seguito al primo gol di Higuain, infatti, il Toro (che aveva impostato una gara chiusa e di rimessa) si è ritrovato a dover snaturare dopo pochi minuti il suo gioco, finendo col lasciare spazi importanti al Napoli di Don Rafè. Grazie De Marco per il secondo penalty, ma con un Insigne meno sprecone ed egoista ed un Padelli meno ispirato su Mertens (ancora lui), il passivo sarebbe potuto essere ben più cospicuo. Cose che capitano, ora c’è la Viola.

La trasferta di Firenze – Tre punti importanti per seguire la Roma e non perdere terreno sulla Juve, ma ora la testa va all’infrasettimanale di Firenze. Di fronte quella Viola di Montella, ispanica almeno quanto la banda-Benitez. Sulla carta, dovrebbe essere la sagra del bel gioco, ma si sa: il calcio è un gioco di testa, cuore, polmoni e gambe e per quanto scripta manent, non per forza è vincent. Sarà un mercoled√¨ da tripla. Si aprono tante ed interessanti chiavi di lettura e spunti per il prossimo match: chi vincerà il ballottaggio Mertens-Insigne? Hamsik riposerà? Meglio Armero o Mesto per la fascia sinistra? L’appuntamento è a tra poche ore, previa discussione di Benitez col suo cuscino.

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