Qui Napoli. La vittoria del turnover, a Marassi ha ragione Don Rafè

Com’è strano il pallone. Kucka lo devia, verso la corsa di Pandev e fa sbloccare il risultato: allora c’è da festeggiare. Fernandez, invece, da due passi colpisce Pegolo sui piedi, e allora c’è da mettere il broncio. L’importante, anzi l’imprescindibile, nel “gioco” del calcio è, come noto, il risultato. Mai tesi fu più avallata dalle ultime uscite in campionato del Napoli. L’importante è vincere, con o senza turnover, e ieri sera, in quel del Luigi Ferraris in Marassi, è stato cos√¨: si è vinto e, ciliegina sulla torta, utilizzando un ampio turnover. Turnover che, mai come ieri, ha coinvolto i due uomini simbolo di questo Real Napoli, il Pipita Higuain (che poi però è entrato per una mezz’ora abbondante) e, soprattutto, Marekiaro Hamsik, che finalmente ha potuto respirare. L’ hero of the day è stato, come noto, Pandev; e poco conta che in entrambe le sue due (comunque pregevoli) marcature, l’apporto della Dea Bendata sia stato a dir poco fondamentale.

Bye Bye Liverani – Come Napoleone, anche il tecnico (ergo, ormai bello che ex) rossoblù si è ritrovato, in pochi giorni, dall’altare (il derby con la Samp) alla polvere (ieri sera, per l’appunto). Al suo posto tornerà Giampiero Gasperini, un’istituzione per il tifo grifone. Fondamentali i due gol di Pandev, per il resto, il suo Genoa ha giocato una partita discreta, niente di trascendentale n√© in negativo n√© in positivo. Dispiace per il buon Liverani, ma proprio lui, vecchia volpe di centrocampo, con le sue esperienze a Palermo (terra dell’esonero praticato quasi come sport) doveva immaginare che, un altro risultato negativo, l’avrebbe condannato all’ingrato ruolo di stipendiato non esercitante. Povero Fabio.

Benvenuto, Duvan – Oltre che per le coreografie-gemellaggio e, come su detto, per l’esonero di Liverani, la gara di ieri sarà ricordata per l’esordio in A di Duvan Zapata, ragazzone colombiano dalla grandissima struttura fisica. Dopo un avvio alquanto timido, il “91” azzurro ha cominciato a macinare metri e movimenti, a fare a sportellate ed a cercare lo spunto: niente male come prima volta. Per il resto il Napoli ha evidenziato i soliti pro e contro: grande pericolosità nel gioco rapido e nell’attacco a pieno regime, qualche pericolo di troppo sui calci piazzati a sfavore, ma ieri l’attacco rossoblù si è rivelato poca cosa.

La vittoria del turnover – Un “bravo”, al di là di tutto, Don Rafè se lo merita e come: il Napoli conduce la classifica della Serie A con 16 punti, frutto di 5 vittorie e di un unico, scialbo pareggio (di cui risulta superfluo discutere ancora) e, forte del 2-1 sul Dortmund, arriverà a Londra con mente e polmoni freschi, specie nei suoi uomini più utilizzati. Un pò di respiro e poi let’s go: c’è un Arsenal(e) da profanare.