Qui Napoli. Ad un passo dal sogno, manca solo un punto a Dortmund

Archiviare la pratica Marsiglia, portando a casa 6 punti (sei!) approfittando del doppio impegno consecutivo con la meno forte del girone: missione completa. Grazie ai punti di cui sopra, sommati ai tre raccolti nella vittoria d’esordio sul Borussia, il Napoli vola a quota nove, capolista del girone F a pari merito con l’Arsenal, che però è in vantaggio nella sfida degli scontri diretti. Al terzo posto il BVD, che segue a tre lunghezze: i giochi sono ancora aperti. Ma chiuderli può essere meno arduo del previsto.

Una trasferta difficile, una mission possible – Il prossimo 26 novembre, il Napoli è atteso al Westfalenstadion dagli amici del Borussia, revival traslocato della festa di settembre, quando il San Paolo abbraccio i “cugini” tedeschi della Napoli della Vestfalia. Tra 19 giorni, tuttavia, il clima dovrebbe essere meno gioviale, data la posta in gioco: andare a punti, vorrebbe dire per gli azzurri certezza matematica di passaggio del turno. Si perch√©, ammesso e non concesso che gli uomini di Klopp riescano a strappare i 3 punti dalla trasferta di Marsiglia, se anche azzurri e gialloneri pareggiassero arrivando quindi insieme a quota 10, i primi sarebbero in vantaggio nella classifica avulsa degli scontri diretti. Sounds good. Basterà non perdere in Germania per rendere la sfida finale con l’Arsenal un mero spareggio per il primato. Sarebbe bello.

I segnali del San Paolo – Prima di proiettarci a fine mese, però, c’è da “leggere” quanto il campo ha scritto ieri sera. Napoli-Marsiglia 3-2, OM in vantaggio, azzurri spenti nei primi 20′. Poi la scossa di Inler e in due minuti, il risultato è ribaltato. Al 24′ il Pipita sigla il 2-1. Fossimo stati in campionato, contro il Parma o il Toro di turno, la gara sarebbe finita cos√¨. Ma, il buon Trapattoni insegna, in Europa non devi dire mai “gatto” se non ce l’hai nel sacco. E cos√¨ è bastato un attimo di superficialità del buon Armero e Thauvin ha pareggiato col più facile dei gol. Fortuna che siamo il Napoli di Benitez e, alla fine, il risultato è cambiato ancora, logicamente in favore degli azzurri. Mai abbassare l’asticella, Baup docet. Appurati gli errori di cui sopra, sembra inevitabile notare, di contro, quanto di buono ha elargito il Napoli a chi ha assistito alla partita: una squadra forte, organizzata, centellinatrice di energie e coesa in tutta la sua rosa. Forse è il caso che anche il Borussia abbia un pò di timore.

E adesso la Juve – Manco il tempo di gingillarsi che ecco, subito, un’altra prova del 9. Anzi del 29 (31 sul campo, ribadirà qualche matematico di fede bianconera): domenica c’è la Juve, che ospiterà gli azzurri nella bolgia dello Stadium torinese. Una gara da assicurazione sulle coronarie. Benitez, di contro, sorride sornione: è solo una partita di calcio e gli azzurri l’affronteranno con la solita mentalità. Calenadri sbagliati, stress psicofisico ed ambiente troppo esigente? Per l’amor di Dio, stiamo parlando del presente iberico, quelli sono espedienti del passato. Avanti, maestro spagnolo!

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