Quarto Calcio. Il preparatore atletico Palermo: “Vi spiego lo scopo del mio lavoro”

Con un occhio ai ragazzi in campo, con qualche indicazione precisa e attenta, fatta ad alta voce, ma non urlata, con tanta disponibilità il preparatore atletico del Quarto Mattia Palermo si presta a rispondere a qualche domanda.

Soprannominato il professore per la sua laurea in scienze motorie sportive,per il suo master in posturologia e biomeccanica, ma anche perch√© in campo occupa, come giocatore, il ruolo di mediano, Palermo indossa in questi giorni della ripresa degli allenamenti le vesti di un aguzzino che spinge i calciatori a dare il massimo per trovarsi al meglio delle condizioni fisico-atletiche-coordinative al fischio d’inizio della prima partita, anche se, sottolinea Il ruolo del preparatore non si esaurisce in questi primi giorni, è fondamentale durante tutto l’arco della stagione, infatti sarebbe impensabile far fronte solo col lavoro del ritiro a tutti gli impegni richiesti dal campionato

Il mister Longobardi ha affermato che ha stilato un piano innovativo di allenamento, può raccontarci qualcosa? Collaborare con lo staff è fondamentale per stilare la preparazione in modo da pensare esercitazioni atletiche che possano avere un fine tattico che sia aderente alle richieste dal mister. Non so se il mio programma possa essere definito innovativo, lo è, probabilmente per qualche calciatore non abituato a lavorare in questo modo, c’ è molto lavoro con la palla il cosi detto lavoro a “secco” . Di solito in questa fase della preparazione il 60% è lavoro atletico e il 40% con la palla, io ho previsto di aumentare la seconda fase, fino ad arrivare, durante la stagione agonistica, ad un rapporto 20-80% , in modo che il rendimento non attraversi fasi di forma altalenanti

– Crede che l’allenamento vada personalizzato? Bisogna adattare il lavoro in funzione alle caratteristiche e allo stato di forma dei giocatori, sarebbe senza senso portare avanti un’unica idea indipendentemente da chi ti trovi di fronte,, sul piano fisico bisogna agire sulle caratteristiche del singolo , ma anche in base al ruolo, all’impiego e al diverso metraggio che i calciatori sono chiamati a macinare in campo: un terzino o un esterno correranno più degli attaccanti e quindi la loro preparazione sarà diversa e verterà su esercizi personalizzati. Ho conseguito il patentino UEFA b proprio per approfondire le metodologie di allenamento e intendo mettere in pratica quello che ho imparato non solo sui libri, ma sul campo . Credo sia questa la mia forza

Graziella Tetta

Ufficio stampa Quarto calcio