Puteolana 1902. Parola a Michele Girardi: “L’addio? Ad oggi nessuna spiegazione”

Con Alfonso Pepe lascia anche Michele Girardi. Il calciatore arrivato nei mesi scorsi ad oggi non saprebbe motivare il suo addio. Nessuna spiegazione se non quella apportata anche per il tecnico: divergenze tecniche. Michele Girardi, però, si sofferma alla nostra redazione per raccontare la sua esperienza.

“Non saprei risponderti -confessa il difensore ormai ex Puteolana- Sabato abbiamo fatto l’amichevole, una buona prestazione. Ci siamo lasciati che era tutto ok. Stamattina mi è arrivata la chiamata dal mister che mi diceva che non era più l’allenatore della Puteolana. Poco dopo mi ha chiamato anche il direttore Iervolino, che mi ha comunicato di essere libero anche io. Nessuna spiegazione. Dal primo giorno che siamo stati al campo non c’era un pallone, non ci è stato fatto neanche un test sierologico -continua- Eravamo senza regole, senza tutela. Ci hanno fatto firmare il contratto ma non abbiamo mai ricevuto la copia. Era sempre un «Il presidente non c’è, si poi ve le diamo, il presidente viene domani» ma ad oggi la situazione non è cambiata. Ad oggi ci sono anche ragazzi senza la copia del contratto, ma nonostante questo abbiamo scelto di continuare, pensare solo ad allenarci e rispettare la maglia della Puteolana, perchè questa è una piazza che merita rispetto per la storia.

Così è difficile fare calcio -continua Girardi- Ci siamo dati un pizzico sulla pancia e abbiamo deciso di andare avanti, nonostante non ci fossero le condizioni. Al momento non ci sono le condizioni per fare calcio, manca l’essenziale, tutto. Non c’era uno staff sanitario, il fisioterapista è venuto un solo giorno, non c’è un medico. Non c’è niente che possa permettere di fare calcio.  Io credo che si sia cercato di allontanare quelli che hanno personalità, che nel momento in cui c’è un problema lo affrontano, mentre lì preferivano il classico “sì, stai tranquillo, sì poi facciamo”. Questa piazza merita rispetto”. 

 

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