Puteolana 1902. La verità di Alfonso Pepe: “Scelta societaria? No, condizioni imbarazzanti”

A pochi minuti dall’annuncio della Puteolana del “mancato tesseramento” di Alfonso Pepe, del suo staff e del calciatore Michele Girardi, arriva la verità del tecnico, che tramite la nostra redazione ha voluto raccontare i suoi quindici giorni granata.

“Non si tratta di una scelta societaria, non si trattava nemmeno di una prova -esordisce il tecnico- Il presidente voleva che firmassi sin dal primo giorno, ma sono stato titubante. Premetto che sono arrivato con il massimo dell’entusiasmo. Appena ricevuta la chiamata dal direttore Michele Iervolino ho accettato e sono arrivato contentissimo di allenare la Puteolana, nonostante tutto, a prescindere da tutto. Sin dal primo giorno, però, sono venute a mancare delle cose basilari. Ci allenavamo a San Giuseppe, senza palloni, prendendoli in prestito, mancava la frutta, portata solo un giorno e gli altri no, manca tutto. Il presidente il primo assente -continua Pepe- Non si è visto nemmeno una volta. E’ mancato il rispetto prima verso la persona, poi verso l’allenatore. Credo che una squadra di Serie D non possa mai allenarsi con dei palloni presi in prestito.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata dopo la partita amichevole con la Sarnese, sabato, quando nonostante l’accordo di portare l’anticipo, il presidente non l’ha portato, quindi in quel momento ho preso la decisione di non voler continuare. Nei giorni successivi sono stato richiamato, si è fissato un incontro, ma ad Angri c’era solo il direttore Iervolino, Capasulla non c’era. Ennesima mancanza di rispetto. E’ mancata l’affidabilità, non ho mai avuto delle garanzie, prendeva tempo su tutto.

C’erano anche divergenze dal punto di vista tecnico. Ho sempre pensato che una squadra come la Puteolana avrebbe dovuto avere una rosa con calciatori esperti, pronti ad affrontare un girone come quello pugliese. E’ stata una situazione imbarazzante che la piazza di Pozzuoli non merita”.