Portici 1906. Dal passato al futuro, Ragosta: “Ripartiamo da Mattiacci”

Tempo di programmazione per il Portici di Lorenzo Ragosta, intercettato di recente dai colleghi di Matropolis. Pronti, via per i vesuviani, che prima di sistemare definitivamente la questione societaria, si sofferma sul presente e su ciò che Ragosta sogna per il suo club:

“Ad oggi sono io il presidente del Portici e se la stagione cominciasse oggi direi questo. Continueremo con la nostra linea verde, una linea giovanissima che negli anni scorsi ci ha permesso di vincere la classifica dei Giovani Di valore, ma che quest’anno ha visto Ostiamare, Cassino e altre società superarci. Nel girone G il numero di giovani in campo è superiore ai quattro standard, ma con il nostro punteggio avremmo potuto vincere nel girone I o nell’H. Le laziali e le sarde, però, schierano molti giovani, tra questi addirittura l’Ostiamare che era lì a pochi punti dalla Turris. In ogni caso per seguire una qualsiasi linea ci vuole una società forte, altrimenti non si può fare niente, non si può seguire nessuna linea. In ogni caso bisogna sempre ricordare che i presidenti vanno, i calciatori anche, resta solo il Portici. E questa squadra, a prescindere che ci sia io o meno alla guida, deve avere alla spalle una società importante. Cosa che stiamo cercando di fare. Inoltre questa città ha una buona base, è piena di risorse a partire dal San Ciro da cui partire. Per me questa piazza dovrebbe arrivare ai limiti del professionismo, come minimo e per questo dico che chi vuole dare una mano ben venga”.

Mentre il futuro è ancora in chiaro scuro, in attesa che ogni dubbio venga dissolto, Ragosta si sofferma su una valutazione generale della squadra e della società: “Ha fatto un grande lavoro con una squadra composta da uomini, prima di calciatori. I più giovani meritano un plauso particolare, perchè hanno saputo tenere il campo come veterani. Mi spiace non aver potuto proseguire con Chianese, dopo l’ottimo lavoro dello scorso anno, mi è dispiaciuto anche che durante il campionato la società ha avuto dei momenti che non ha permesso di stare vicini ai calciatori. Ad oggi posso sicuramente dare dei voti per quanto fatto e sovvertirò l’ordine: ai giovani un 10 e lode, per quanto detto, 8 ai senior, perchè l’esperienza ha permesso loro di sapersi giostrare bene nelle situazioni presentatesi durante l’annata, e un 6.5 alla società”.

Sempre in merito al futuro e al girone, i sogni del numero uno vesuviano sono chiari: “So che è difficile ma potessi scegliere, sicuramente dico quello pugliese. D’altronde abbiamo fatto sia il siciliano, molto agonistico, con un pubblico caloroso, che ti fa vivere il calcio vero; e quello laziale e sardo, più tecnico, ma freddo da un punto di vista del pubblico e questo mi ha fatto sentire la nostalgia del pubblico. Inoltre credo che per crescere bisogna passare anche dalle squadre più ostiche. Non si cresce giocando sempre con l’Atene, ma anche con il Liverpool o il Real Madrid. Per capire dove vuole arrivare il Portici dobbiamo confrontarci con chi è forte”.

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