Pomigliano, l’obiettivo playoff che si allontana: tra silenzi, cessioni e un futuro tutto da decifrare

Il Pomigliano esce sconfitto dal campo del Quarto con un 2-0 netto e senza appello, una battuta d’arresto che pesa più dei tre punti persi. Perché questa sconfitta certifica, almeno per ora, l’allontanamento concreto dall’obiettivo playoff che a inizio stagione sembrava alla portata di una squadra costruita con criterio, competitiva e con un budget inferiore rispetto alle corazzate del girone.

La formazione allenata da mister Rea aveva vissuto una prima parte di campionato altalenante, ma col passare delle settimane era riuscita a trovare una certa stabilità, stazionando a lungo in zona playoff e alimentando le speranze di una piazza che, per storia e passione, chiede sempre qualcosa in più della semplice sopravvivenza. Non solo campionato: il percorso in Coppa Italia Dilettanti, culminato con la semifinale contro il Real Forio, aveva rafforzato l’idea di un Pomigliano capace di giocarsela su più fronti. Ma il 3-1 dell’andata ha ridotto al minimo le chance di rimonta, segnando di fatto un punto di svolta.

Da quel momento, infatti, qualcosa si è rotto. Le cessioni di Abayian, ma soprattutto Martinelli e Tommasini, alcuni dei calciatori più influenti dello spogliatoio, hanno lasciato più di un interrogativo. L’addio di Tommasini, annunciato quasi di sfuggita all’interno del comunicato per l’arrivo di Guadagni, è apparso come un segnale chiaro di ridimensionamento. Situazione simile per Martinelli, il cui addio è stato annunciato dopo la partita di Forio, difficile da spiegare a una tifoseria che sperava in una seconda parte di stagione a cercare quantomeno di restare in scia a big come Real Forio, Boys Caivanese e Gladiator.

La gara persa a Quarto ha poi fatto il resto: Pomigliano battuto con merito, distante tre punti dalla zona playoff ma anche da quel margine di punti che renderebbe possibile la disputa di un’eventuale semifinale. Un doppio colpo, tecnico e matematico, che rischia di spegnere definitivamente le ambizioni granata.

Mister Rea e l’ex DS Palmieri foto credit: Giovanni Petrosino

A rendere il quadro ancora più cupo c’è una gestione societaria sempre meno chiara. La comunicazione ufficiale latita e non per responsabilità dell’ufficio stampa. Prima della sfida contro il Quarto sono arrivate anche le dimissioni del direttore sportivo Luca Palmieri, figura stimata da staff e calciatori, che avevano spinto per la sua permanenza. Un addio che suona come l’ennesimo campanello d’allarme in un ambiente sempre più disorientato. L’addio del direttore sarebbe dettato da divergenze di mercato, molte voci nell’ambiente confermerebbero tale motivazione.

Il Pomigliano, oggi, è a un bivio. Serve chiarezza, e in fretta. Qual è il reale obiettivo da qui a fine stagione? C’è ancora la volontà di provare a rientrare nella corsa playoff, oppure si andrà verso un ridimensionamento consapevole per puntare a una salvezza tranquilla? La piazza merita risposte, perché una società gloriosa come il Pomigliano non può permettersi di navigare a vista, tra silenzi e decisioni che rischiano di compromettere non solo il presente, ma anche il futuro.