Capitan Apicella elogia le sue Pantere. “Girone d’andata fondamentale, gruppo di professioniste vere”

Prima stagione in Serie A, subito la responsabilità della fascia da capitano. Abbiamo raggiunto Gaia Apicella, capitano delle Pantere di Pomigliano Femminile che hanno brindato alla salvezza grazie alla vittoria sulle cugine del Napoli.

Stagione difficile e dispendiosa, ma che gioia alla fine. Le tue sensazioni riguardo a riguardo?

È stata dura ma resta la gioia di avercela fatta. È stata dura ma il gruppo ha retto bene la pressione e siamo riuscite a raggiungere l’obiettivo che ci eravamo prefissate.

La tua riguardo alla tua stagione personale?

Sono discretamente soddisfatta personalmente. Si può sempre fare meglio ma essendo al mio primo anno di serie A i primi mesi sono stati necessari per ambientarmi alla categoria e ai ritmi. Via via è andata sempre meglio e sono felice di aver giocato praticamente sempre nel girone di ritorno.

Tanti avvicendamenti in panchina, quanto è stato forte il gruppo?

Ci sentiamo delle professioniste e quindi per ogni cambio di panchina ci siamo sempre dimostrate super disponibili all’apprendimento tattico differente tra un mister e l’altro. Entrambi ci hanno dato qualcosa ed hanno contribuito a questa salvezza.

Le emozioni di pre e post Napoli?

Prima della partita col Napoli eravamo tutte tranquille. Sentivamo dentro di noi la certezza di vincere ma non per presunzione ma perché sapevamo che se avessimo giocato come sapevamo non ce ne sarebbe stato per nessuno e così è stato. Post partita è iniziata una festa in campo e negli spogliatoi che è durata per almeno 2-3 giorni.

Il momento chiave della stagione in ottica salvezza?

Momento chiave salvezza dico in generale tutto il girone d’andata perché ci ha permesso di accumulare un bel vantaggio sulle dirette concorrenti.

Dovessi fare un nome, quale la migliore delle tue e quale la migliore tra le giovani?

Dico Lucy Vatukaityte come migliore tra le mie ma anche come miglior giovane . Spesso in molti dimenticano che lucy è una 2000 al primo anno nel campionato italiano. Ha avuto dei cali come è normale che sia a questa età e per qualsiasi giocatrice ma per me è di un’altra categoria. Un motorino!

Il tuo futuro è ancora con i colori del Pomigliano addosso?

Pomigliano e’ casa mia. Ogni volta che mi ritaglio del tempo per parlare col presidente lo sento sempre come se fosse un papà che confida tutti i suoi sogni ad una figlia. Ho sposato il progetto dal primo giorno e sono molto orgogliosa di averlo fatto quando forse nessuno ci credeva.

Cosa ti senti di dire alla gente di Pomigliano?

La ringrazio per la vicinanza dimostrata quest’anno e spero che grazie alle nostre imprese sportive possano avvicinarsi ed appassionarsi ancora di più a noi.