Palmese. Stiletti e la questione ‘rimborsi’: “Accordi pluriennali come in D, ma non facciamo scomparire le società”

Inesorabilmente il cerchio si stringe, la data fissata al 12 aprile come fine quarantena si fa sempre più vicina, ma non è detto che non arrivi un nuovo termine da parte di chi ci governa. Se vero che il calcio è lo specchio della nostra società e quindi della politica, allo stesso modo è tutto incerto anche il prosieguo della stagione. Giorni di riflessione continua, pensieri affidati ai giornali, ma anche ai social, tra chi si schiera a favore della ripresa e chi preferirebbe finirla qui per quest’anno e ripartire dopo l’estate con un nuovo campionato. Dalla serie A alle categorie dilettantistiche, se tra i professionisti c’è una data indicativa, tra i dilettanti vige tanta incertezza. Il quotidiano Metropolis hanno raccolto le opinioni del direttore sportivo della Palmese, Orlando Stiletti, che si è espresso sui campionati, sulla questione stipendi e facendo anche un piccolo bilancio della sua squadra.

“Il campo mi manca tanto perché io le mie squadre le vivo tutti giorni sul campo – afferma il dirigente rossonero – Con lo staff, i ragazzi preparano le partite, le trasferte, fino ai più semplici problemi di campo. La malinconia viene maggiormente il sabato o la domenica. E’ una brutta sensazione star senza calcio”. Le ipotesi sulla stagione iniziano ad avanzare con forza, tra queste quella che vedrebbe un blocco delle retrocessioni e la promozione delle prime, con un cambio del format del campionato successivo e l’allargamento dei giorni: “Purtroppo questo virus, cosiddetto Covid-19, oltre ad uccidere le persone sta fermando tutto e tutti. La serie A è in difficoltà figuriamoci, i dilettanti. La nostra speranza è di tornare alla normalità quanto prima, ma chi ora dice di voler tornare in campo non ha capito ancora la gravità di questa situazione. quindi se c’è rischio, come sembra, è giusto fermare tutto. La salute delle persone viene prima di tutto. Nell’ipotesi che non si riprendesse il campionato è giusto dare merito a chi ha raggiunto una migliore posizione di classifica considerando tutto quello che di buono si è fatto a sette giornate dal termine. Sicuramente ci sarà qualche malcontento, ma si deve fare di necessità virtù. Ci sarà un gran lavoro da fare il primo è non far scomparire le società, che con la crisi che verrà avranno molti sponsor in meno e tanti problemi in più”. In questo clima di incertezze una cosa è certa, la lotta dei calciatori sulla questione rimborsi, veri e propri stipendi nei campionato di Eccellenza. Non ci sono contratti vincolanti, fatta eccezione del cosidetto contrattino in serie D: “Purtroppo nei dilettanti non c’è mai stata una vera tutela per i calciatori, ci si affida alle società. La maggior parte di esse sono serie ma c’è sempre qualche furbo che gioca sulle spalle dei malcapitati giocatori e le loro famiglie perché chi gioca in Eccellenza, Serie D non può lavorare. C’è chi si allena alle 14:30, chi parte il sabato o il venerdì per andare in Sicilia o in Puglia a giocare. Non può lavorare si chiamano dilettanti, ma non lo sono e per tutelare questa categoria di calciatori è giusto in futuro creare una garanzia, un contratto, un qualcosa che non faccia perdere loro rimborsi perché sui calciatori possiamo dire tante cose in bene o in male sono l’anima pulsante del calcio. L’AIC con Antonio Trovato sono anni che lo dice. In D esistono accordi pluriennali, devono essere messi anche in Eccellenza e Promozione”. La chiosa di Stiletti è un bilancio della Palmese che ha costruisto la scorsa estate e rafforzata nella finestra dicembrina delle liste di svincolo: “Il bilancio della Palmese è molto positivo considerando gli obbiettivi stagionali. Ci è stato chiesto il quarto o il quinto posto per fare i play-off, ma addirittura siamo secondi e a 5 lunghezze dal Santa Maria e con 7 gare con scontri diretti tutto può succedere”.