La Paganese ha fatto del suo stadio l’elisir di lunga vita, o più semplicemente quello per l’imbattibilità. Nelle sei partite giocate tra le mura amiche del Torre gli azzurrostellati hanno sempre portato a casa dei punti, che sia una vittoria o un pareggio, ma mai una sconfitta.
Anche con la Vibonese la Paganese esce dal proprio campo imbattuta in una sfida in cui ci sarebbe da recriminare, ma anche gioire. Se nel primo tempo la formazione schierata da Alessandro Erra non brilla particolarmente, c’è da dire che il secondo tempo è tutto in favore degli stellati, che riescono a ribaltare un risultato sfavorevole contro la seconda squadra con il miglior attacco. Come la Vibonese, la Pagamese. Sono loro le due squadre più prolifiche del girone C di campionato.
Se solitamente, però, si evidenziano per lo più le doti balistiche del reparto avanzato, grande importanza in questo match l’ha avuto Paolo Baiocco, che come l’omonimo biscotto della Mulino Banco delizia i tifosi presenti in gradinata con una doppia impresa su Tito, dal dischetto, e su Prezioso, sulla ribattuta. Il rigore, questo s√¨. è il nocciolo della questione, o meglio, il leitmotiv che potrebbe far storcere il muso alla Paganese, dai dirigenti al tecnico ai calciatori stessi. Panariello è la croce e la delizia di giornata, ma se la sua ingenuità è stata punita e sanata, poi dal compagno, per l’intervento su Berardi, il fischio del direttore di gara arrivato all’88’ non è altrettanto certo.
Mattia su Ciotti, ma la trattenuta sembra davvero troppo blanda per poter chiamare il calcio di rigore. Allegretti trasforma, ma subito dopo viene sbattuto fuori probabilmente per qualche parola di troppo allo stesso Baiocco battuto o nei confronti della tifoseria che troneggiava sulla rete cercando di aiutare l’estremo portiere stellato. Stavolta Baiocco non può niente sul tiro del calciatore rossoblù e si ripristina la parità. Nonostante i tentativi la Paganese non riesce a riportarsi in vantaggio ed esce dal campo con il 2-2 siglato da Panariello e Schiavino, entrambi dalla distanza, Allegretta ed Emmausso.
Cristina Mariano
Ph Credit Francesco De Vivo




