Torna la rubrica “Oltre il 90°” nella quale andiamo a intervistare due calciatori della stessa squadra, senza prenderci particolarmente sul serio. In questa occasione cambiano gli interpreti ma non la trama. Abbiamo intervistato chi normalmente le interviste le fa, trascinando questa volta Giovanni D’Avino e Marco Vetturino. Entrambi, quindi, catapultati nella nostra rubrica, per smuovere le calme acque del giornalismo sportivo.
Nome e ruolo nel giornale in cui scrivere?
Vetturino: “Marco Vetturino, Oplontini..com testata web di informazione sul Savoia”.
D’Avino: “Giovanni D’Avino coordinatore di redazione a MilanPress, collaboratore di SportCampania e Metropolis Quotidiano”.
Soprannome?
Vetturino: “Semplicemente Vettu”.
D’Avino: “Parafrasando il mio cognome, da qualche anno a questa parte i miei colleghi ed amici giornalisti mi chiamano Divino”.
Il più bello fra voi due?
Vetturino: “Ovviamente il Divino per la sagacia e la sottile ironia”.
D’Avino: “Ovviamente Marco, la chioma fluente e la barba ben curata lo rendono irresistibile”.
Squadra del cuore?
Vetturino: “Inter e Savoia”.
D’Avino: “Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari”.
Derby tra voi due: se vi offrissero soldi mettereste la maglia della squadra tifata dall’altro?
Vetturino: “Anche senza soldi”.
D’Avino: “La maglia della seconda squadra di Milano non la userei nemmeno per soffiarmici il naso”.
Cosa invidi della sua squadra del cuore?
Vetturino: “Le Champions vinte”.
D’Avino: “Assolutamente niente”.
Chi dei due ha infranto più cuori?
Vetturino: “Immagino io”.
D’Avino: “Immagina bene”.
Chi ha preso più pali?
Vetturino: “Sempre io”.
D’Avino: “Confermo, anche perchè io da 11 anni sono fuori mercato”.
Giornalista di riferimento?
Vetturino: “Limito vale? Comunque Flavio Tranquillo”.
D’Avino: “Poichè mi è stato detto che Gianfranco Collaro e Francesco Sabatino non valgono , direi Federico Buffa, ma ce ne sarebbero tanti”.
Il giornalista a cui stracceresti il tesserino?
Vetturino: “Feltri“.
D’Avino: “Troppa gente ha un tesserino da giornalista senza meritarlo, come Paolo per esempio”.
La donna perfetta secondo te?
Vetturino: “Emma Stone”.
D’Avino: “La donna perfetta non esiste, ma colei che mi sta accanto dal 2009 vi si avvicina moltissimo”.
La prima cosa che avete pensato incontrandovi per la prima volta?
Vetturino: “Era molto tempo fa, complicato da ricordare, ma sicuramente ho pensato subito che Giovanni era una persona affidabile”.
D’Avino: “Ci conosciamo da tanto tempo , quindi non posso ricordarlo, ma sicuramente mi è stato simpatico da subito”.
Cosa invidi all’altro?
Vetturino: “La costanza nell’impegno professionale e nello studio”.
D’Avino: “La gentilezza e la disponibilità smisurata che ha nei confronti di tutti”.
Cosa non vorresti dell’altro?
Vetturino: “La squadra del cuore”.
D’Avino: “La squadra del cuore”.
Il tuo idolo calcistico?
Vetturino: “Javier Zanetti”.
D’Avino: “Sandro Nesta”.
Allenatore preferito?
Vetturino: “Josè Mourinho anche se se la gioca con Simeone e Klopp nelle preferenze”.
D’Avino: “Carlo Ancelotti”.
La donna con cui passeresti una notte di fuoco?
Vetturino: “Ester Esposito”.
D’Avino: “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”.
Cosa porteresti con te su un’isola deserta?
Vetturino: “Emma…no scherzo, la mia donna se ne avessi una, che non sarà sicuramente Emma Stone”
D’Avino: “La mia fidanzata, un pallone da calcio e qualche fornello da campeggio: sarei capace di sbizzarrirmi nella cucina anche lì”.
Il tuo viaggio ideale?
Vetturino: “West coast on the road”.
D’Avino: “Ho già realizzato un sogno andando a New York lo scorso anno. Mi piacerebbe vedere il Messico e l’Estremo Oriente, Giappone in primis”.
Chiudiamo con un messaggio da questa quarantena.
Vetturino: “Semplicemente non smettiamo di lottare stando a casa e rispettando le regole di buon senso che ci vien chiesto di rispettare perché solo così potremo tornare presto alle nostre vite incasinate, guardandole forse con occhi diversi. Restiamo a casa ma restando umani perché terminato tutto questo ci sarà bisogno di una grande Umanità per rialzarci.”
D’Avino: “Se tutti noi vogliamo tornare presto a fare le cose che più ci piacciono – come ad esempio girare gli stadi (ed i ristoranti) della Campania insieme ai colleghi ed amici giornalisti – dobbiamo avere rispetto della salute nostra e degli altri. Non fate i fessi!”




