Oltre il 90°. Dalle penne al microfono, Collaro e Sabatino dietro le quinte

Torna la rubrica “Oltre il 90°” nella quale andiamo a intervistare due calciatori della stessa squadra, senza prenderci particolarmente sul serio. In questa occasione cambiano gli interpreti ma non la trama. Abbiamo intervistato chi normalmente le interviste le fa, trascinando in primis il nostro direttore, Gianfranco Collaro, che solitamente parla poco, il quale ha accettato dopo le dovute coercizioni del caso, e il redattore di Metropolis Francesco Sabatino. Entrambi, quindi, catapultati nella nostra rubrica, per smuovere le calme acque del giornalismo sportivo.

Nome, giornale e ruolo in redazione?

Collaro: “Gianfranco Collaro, direttore di SportCampania (quello che acconsente alle peggiori iniziative che possiamo prendere, tra cui anche questa)”.
Sabatino:
“Francesco, Metropolis redattore (ma qui lui vince facile visto che si atteggia che è direttore)”.

Soprannome?

Collaro: “I miei fratelli dicono Mandingo (chissà perché), gli amici colleghi dicono Bomber…io dico Matt”. Bisogna dire che c’era un’amica che mi chiamava Mjöllnir .
Sabatino: “Non ne ho uno, abbreviando il cognome molti mi chiamo Saba ma magari fossi come il poeta e scrittore famoso.  C’era un’amica (a cui tengo ancora tanto) mi chiamava Clark, sarebbe bello tornasse a chiamarmi così”.

Vi conoscete da?

Collaro: “Dal 2014 anno in cui Francesco ha iniziato a seguire il Savoia. Io l’ho anticipato di un anno. Siamo diventati più amici solo un anno più tardi, con lui anche il Divin D’Avino”.
Sabatino:
“Eh non c’è una data precisa saranno almeno sei anni. Esattamente, posso dire che è un fratello maggiore. Ma basta complimenti, altrimenti si atteggia”.

Il primo pensiero quando vi siete visti?

Collaro: “Chi diavolo è questo? Credo sia l’addetto al buffet o comunque lavora in una cucina. Sarà il parente di qualcuno che si è infiltrato in tribuna stampa per scroccare”.
Sabatino:
“Ma sicur chist e giurnalist o me cerc e sold po parcheggio”.

Il suo lato peggiore?

Collaro: “Entrambi, esteticamente parlando. Per il resto si accende troppo facilmente, anche se poi è un cucciolone amoroso che fa lo scontroso solo per fare il personaggio. Apriti Fra, diventa l’orso abbraccia tutti, la stazza già c’è. Inoltre è più testardo di un sardo”.
Sabatino:
“L’estetica la davo per scontato per entrambi. Cocciuto come un mulo, d’altronde la stazza è quella”.

Il lato migliore?

Collaro: “Sa ascoltare. Una persona che c’è sempre se hai bisogno di un aiuto. Ha un gran cuore e sa farsi voler bene da tutti. Chi dice il contrario sarà sempre in malafede. Un sognatore, merce rara di questi tempi bui”.
Sabatino:
“Ha un gran cuore, perchè dietro quell’aspetto da ruttatore professionista con passati nel narcotraffico colombiano c’è un gran cuore. Inoltre per gli amici c’è sempre, per le amiche ancor di più (malandrino)”.

Il tuo lato peggiore?

Collaro: “Uhm! A trovare un pregio farei prima, perché sono veramente pochi. Lato peggiore? Forse sono fin troppo testardo. Ma anche l’assecondare queste interviste ahahah. Beh trovare un vero e proprio lato peggiore forse mi risulta difficile, apprezzo quel che sono e come sono. Per questo sto bene con me stesso”.
Sabatino:
“Esteticamente non basterebbe questa intervista. A livello caratteriale la testardaggine sicuramente e anche il dare troppo cuore agli altri”.

Quello migliore?

Collaro: “La mia barba! Scherzi a parte, sono aperto al dialogo, a dispensare consigli se mi vengono chiesti. Razionale quanto basta, amo scherzare su tutto, infatti sono amante del balck humor. Per il resto…beh, come dice Derek Zoolander: sono bello bello in modo assurdo. Infine ho una pazienza che oltrepassa i limiti dell’umana comprensione”.
Sabatino:
“Preferisco che siano gli altri a dirlo, ma sicuramente il dare tutto me stesso per le persone a cui voglio bene. Amo scherzare quindi penso valga come pregio”. 

Il più bello?

Collaro: “Il più bello? Senza ombra di dubbio direi lui. Francesco è la massima espressione di un connubio perfetto tra l’arte boteriana e quella picassiana. Credo che in un museo potrebbe fare la sua porca e sporca figura da tombeur de femmes”.
Sabatino:
“Nessuno dei due, ma lui becca di più grazie alla barba perhè gli nasconde mezza faccia e le ragazze ci cascano. il più bella è il Divino D’Avino, Lui si che fa strage di donne e ci scuserà Patrizia per questa ammissione”.

Il più simpatico?

Collaro: “La nostra comicità affonda le sue radici nel più puro spirito ebraico- newyorchese. Direbbero i Gatti di Vicolo Miracolo. Ma a simpatia ce la giochiamo, possiamo creare un duo comico, le Nutrie della Stampa. Concordo su Marco, credo sia anche una storia vera”.
Sabatino:
“Questa è difficile, diciamo che entrambi abbiamo una grande capacità di far ridere anche nei momenti difficili. Ma il migliore di tutti è Marco vetturino, lui è stato capace di far ridere centinaia di ragazze spogliandosi”.

Il più pesante?

Collaro: “Come persona o come peso? Io sto seguendo una sorta di dieta, credo di essere qualche chilo più sotto. Per il carattere, mi sa lui, ma non posso dirlo con certezza. L’unica cosa certa è che l’intervistatrice è di una pesantezza assurda. Penso che Francesco lo possa confermare”.
Sabatino:
“Ho un rapporto conflittuale con la bilancia, ha lasciato il tetto coniugale dopo anni di ardente passione tra me e il frigo. Quindi non so chi pesa di più. Concordo”.

Il più grande rimpianto?

Collaro: “Nessuno. Quello che ho fatto nella mia vita, le scelte giuste e quelle sbagliate le rifarei, perché mi hanno consentito di crescere come persona. Magari non potrò essere simpatico e ben visto da tutti, ma chi se ne frega, ho la mia personalità e la mia dignità. Camminerò sempre a testa alta”.
Sabatino: “
Aver accettato di fare questa intervista”.

Il momento più imbarazzante della tua vita?

Collaro: “Accettare questa intervista. No, in realtà la prima volta che intervistai qualcuno davanti alle telecamere, ero molto più giovane e alle prime armi, mi dimenticai tutto, specialmente le domande che volevo fare. Un altro momento imbarazzante, una volta passai da un’amica che doveva restituirmi dei CD. Non sapevo che nella stessa serata il fidanzato sarebbe andato lì a conoscere la famiglia. Ci fu uno scambio di persona, infatti sembrava strana tutta quell’accoglienza in pompa magna, con tanto di dolcetto e abbracci da parte di mezza famiglia. Poi la mia amica uscì dalla stanza tutta ben preparata e scoppiammo a ridere”.
Sabatino:
“A Sorrento qualche annetto fa. Avevamo accompagnato un amico a far colpo su una ragazza di cui era pazzo da anni. Un fiasco totale, fu un imbarazzo vedere il non provarci per un’intera serata. Scherzi a parte (ma inseriscila comunque come prima parte di risposta) Non ricordo momenti particolari di grandissimo imbarazzo, anche perchè diciamo che la mia soglia della vergogna è davvero bassa come l’energumeno che deve rispondere con me”.

La persona che non avresti mai voluto conoscere?

Collaro: “Molti colleghi quaquaraqua, che secondo me con il giornalismo hanno ben poco da fare, tranne quello di incartare il pesce (storicamente lo si arrotola nella carta di giornale). Diversa gente che si è professata amica, ma non ha perso tempo a parlare alle spalle senza averne ragione alcuna, mettendomi nel mezzo di situazioni, create dalla propria mente malata, di cui io non sono mai stato partecipe attivamente, se non nella loro immaginazione”.
Sabatino:
“Ne avrei più di un paio…. Diciamo che col senno di poi mi sarei risparmiato gli incontri del marzo 2007 e del luglio 2018”.

La persona che vorresti conoscere?

Collaro: “Germano Mosconi, ma ormai è passato a miglior vita. Più che conoscere, perché l’ho già conosciuto, Federico Buffa, lo apprezzo tantissimo come giornalista, come lui a me piace raccontare storie di sport, ovviamente non mi ci metto a paragone nemmeno per gioco, non sono nessuno. Però mi piacerebbe intrattenermi con lui per una lunga chiacchierata sullo sport e specialmente sulla NBA”.
Sabatino:
“Riae, anzi rivolgo un appello sfruttando il vostro sito e le conoscenze del direttore. Nel caso tu legga questa intervista, sappi che con un semplice saluto, un caffè o un qualsiasi altro cenno di socializzazione a fine quarantena faresti felice questo ragazzo”.

Il momento più comico della tua carriera giornalistica?

Collaro: “Quando ho incontrato un ragazzo che venendo a sapere che scrivevo per SportCampania e dopo aver visto il sito sul proprio telefono, esclamò un ‘Si certo, lo conosco. Conosco anche il direttore. Anzi me lo saluti quando lo senti’. Peccato che il direttore ero io”.
Sabatino:
“Sicuramente quando un collega nel cercare di intimorire un altro collega disse testuale: “Sempre finisce il campionato”.. Ecco è stato capace di non indovinare nemmeno l’ovvio, visto che a causa del virus sono stati sospesi”.

Se dovessi scegliere un giornalista da portare nella tua redazione?

Collaro: “Dici subito Eleonora Boi, di certo ci darà visibilità, ma anche Luca Franchini e Michele Posa pure lì prenderei ben volentieri. Sai quante cazzate a iosa?”
Sabatino:
“Gian e il divino sicuramente. Certo sempre dopo Diletta Leotta ovviamente”.

L’incazzatura più grande della tua carriera?

Collaro: “Quando un personaggio cercò di farmi uscire da questo giornale, andando a parlare male di me con l’editore, forse intimidito dall’intraprendenza di un novellino infoiato . Ora sono il direttore, devo dire che il suo intento è andato in malora, ma all’epoca ero agli inizi, mi incavolai non poco”.
Sabatino: “Calciomercato di gennaio di qualche anno fa, ebbi l’opportunità di beccare diversi ds di serie A ma non riuscii a fare intervista a nessuno. Ancora oggi mi innervosisco al sol pensiero”.

Il tuo mito personale?

Collaro: “Il personaggio storico? Sono tanti da Alessandro a Sun Tzu, passando per Leonida di Sparta. Mentre in epoca moderna combattenti come Ernesto Guevara “El Che”, ma anche Malcom X e Karl Marx, senza dimenticare Falcone e Borsellino. Sono tanti, forse dimentico qualcuno, ma li ammiro. Per quanto riguarda il monto dello sport, è risaputo il mio amore per Best e Cruyff, ma anche la passione per Baggio e Puskas. Impossibile dire che il mio mito sportivo resta lui, l’immenso Michele Jeffrey Jordan”.
Sabatino:
“A livello storico Alessandro Magno e Ramses… A livello calcistico mi ha fatto impazzire Frey, ma come non citare Totti? A livello più bassi invece il Re resta sempre Giorgio Corona”.

Figure che segui?

Collaro: “Mio padre mi ha saputo indottrinare, anche se senza poter finire il percorso, ma ha tracciato perfettamente la strada da seguire. Non mi ispiro propriamente a qualcuno, ma apprezzo tutte le persone che quotidianamente hanno fatto, fanno e faranno molto per aiutare a progredire la nostra società, ne abbiamo bisogno, siamo ancora mentalmente dei cavernicoli, non per la stragrande maggioranza per fortuna, ma i pochi fanno più rumore”.
Sabatino: “Valentina Nappi vale come figura? Al di là della battuta ironica, ma non troppo, sicuramente persone come Falcone e Borsellino sono figure che tutti dovremmo seguire. Così come coloro che si son battuti con il razzismo e tanti altri. Non ho mai ammirato, né penso mai lo farò, le figure religiose e poi sicuramente mio padre”.

Colleghi che stimi?

Collaro: “A parte l’essere con cui divido l’intervista, c’è il Divin D’Avino, Nico Erbaggio, tu e tutta la redazione, ma sono davvero tanti, va a finire che dimentico qualcuno sicuramente. Sono veramente tanti i colleghi che apprezzo”.
Sabatino:
“Tutti coloro che fanno questo lavoro con abnegazione e lo fanno davvero hanno la massima stima. In questi anni mi è capitato di incontrarne tanti, sia dal punto di vista sportivo che da quello della cronaca. Citarne qualcuno sarebbe una mancanza di rispetto per altri che dimenticherei solo per una pessima memoria”.

Come chiuderesti questa intervista?

Collaro: “Bacini rock ‘n’ roll e che l’anima di Elvis Presley sia con voi. Ciao Paolo!”
Sabatino:
“Assafa”.

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