“O’ Mast”, Maradona da Leggenda a Mito: Diego vivrà nella nostra anima

“Oh mama, mama, mama, oh mama, mama, mama, sai perchè mi batte il corazon? Ho visto Maradona, ho visto Maradona, ehi mammà innamorato son” – Quanti di noi nati tra gli anni 70 e gli anni 90 (ma anche quelli nati prima e dopo, ndr) non hanno sentito e perchè no anche cantato questo motivetto. Chi ha avuto la fortuna di intonarlo allo stadio, chi invece lo conosce solo perchè è nato e cresciuto nelle città simbolo di Diego Armando Maradona, Buenos Aires e Napoli, quindi lo si assimila come se fosse una tradizione. Del resto Diego resterà sempre il capo popolo, il leader massimo dei sognatori ribelli. Quello che con un beffardo pugnetto si prese gioco dell’Inghilterra, pochi minuti prima del gol che ha fatto la storia, per vendicare a suo modo le  Malvinas sottratte all’Argentina. Una persona imbattibile sul campo, ma fragile nella vita privata, anche se quest’ultima è sempre stata sbattuta in prima pagina, tra storie, eccessi e pettegolezzi. Un uomo che attraverso il gioco del calcio ha fatto sognare e piangere lacrime di gioia due popoli, quello argentino e quello napoletano, che hanno scoperto di essere uguali. Potrei soffermarmi e tantissimo su cosa era D10S, perchè era, è e sarà sempre sulla bocca di tutti, nel cuore di ogni sportivo, di ogni amante del calcio, di chi anche a 90 anni guarderà il gioco del pallone e ripensando a “Ho visto Maradona”, farà scorrere sul proprio viso qualche lacrima, in ricordo di un calciatore che non sarà mai un uomo normale.

 

Diego se ne è andato e per farlo ha scelto il giorno di George Best e di Fidel Castro, altri due illuminati della loro epoca. El Pibe de Oro, El Diez, El Pelusa, quest’ultimo perchè da bambino era pieno di peli, come lui stesso ha raccontato in un’intervista, soprannomi che tutto il mondo conosce, ma solo a Napoli e per i napoletani è stato e sarà per sempre “O’ mast”. Maradona è tornato tra le braccia di doña Tota, al secolo Dalma Salvadora Franco, sua madre che adesso lo vedrà corre con il pallone sugli infiniti campi del paradiso. Restitusci la mano a Dio, ma tieniti stretto i piedi, perchè immagina che sfide con Di Stefano, Cruijff, Best, Puskas, Yashin, Sivori, Eusebio, Garrincha, Meroni, Valentino Mazzola e tutto il Grande Torino. Sai che spettacolo!

Non potrò ma dire “AD10S” perchè ti poterò sempre con me. Ciao Diego, a presto, e scusami se ho scritto poco, ma la testa continua a rifiutare quanto è accaduto.