Now SportCampania. Il consulente di mercato Scotti: “Il calcio dilettantistico è come un lavoro”

Nuovo appuntamento con la diretta web di Now Sport Campania, ospite in questa puntata che apre il weekend, il consulente di mercato Giuseppe Scotti. Ecco uno stralcio di quanto detto durante il live odierno.

“Il calcio è un grande amore, una grande passione. Vengo da una famiglia che vive di calcio, iniziai con il Recale, società casertana, in Eccellenza, poi sono stato in diverse squadre, come ad esempio l’Afragolese”. – Esordisce il giovane, ma esperto consulente di mercato Scotti, che prosegue – “Differenza tra Campania e Puglia? Le metto sullo stesso piano gerarchico, piazze importanti e squadre molto tecniche, forse qualche società pugliese è un gradino superiore. Basilicata e Abruzzo? Meno esigenti come regioni calcistiche, ma poi dipende dalla richiesta del club”. – Aiuti ai club e ai calciatori dilettanti – “Qualcosa finalmente sta arrivando, in termini di ammortizzatori sociali prestati al calcio, in un certo senso. Però sono solo un inizio, serve molto più. Intanto si è arrivato ad accordi parziali, tutelando in un certo senso il calciatore e accontendando anche la società”. – Soluzioni da prendere nella tutela dei giocatori – “Qualcuno fatica ancora a considerare il calcio dilettantistico come un vero e proprio lavoro. Tra allenamenti e impegni pre partita, c’è un piano settimanale che va considerato come lavoro. Per non vederlo bisogna essere ciechi. In Campania abbiamo un responsabile AIC di tutto rispetto come Antonio Trovato, per fortuna che c’è lui, un riferimento costante, che da sempre il suo aiuto ed è sempre reperibile. Non oso immaginare senza il lavoro fatto negli anni da Trovato ora in che punto potevamo trovarci”. – I professionisti di Portogallo, Germania e Inghilterra aiutano i dilettanti, in Italia no. Ecco il pensiero di Scotti – “Perchè si pensa a litigare per gli eventuali incassi dei diritti tv di Sky. Ora c’è un tira e molla, con Sky che non vuole pagare gli eventi che sono venuti a mancare, così le società si ritroveranno dei buchi di bilancio”. – Tema caldo quello delle riforme per il professionismo – “Se passa la riforma della B2, per intenderci, il Lega Pro ci sarà un abbattimento quasi totale dello sgravo fiscale. Ad esempio, se un giocatore costa di stipendio 50mila euro, alla società costerà 90mila euro. Sulla riforma, siamo sempre nel periodo delle ipotesi, ci vuole ancora tempo. Se non andiamo a chiudere in via definitiva la stagione, non possiamo pensare al domani”.

Annivesario della Nazionale italiana, i ricordi del consulente di mercato – “L’Italia, gioco forza, resta nell’olimpo del calcio mondiale. Mi è piaciuta tantissimo l’Italia di Zoff che perse in finale contro la Francia. Mi è rimasto impresso lo spitiro che aveva. Sembra quasi inutile citare la nazionale del 2006 per ovvi motivi, però mi piace molto il progetto di Mancini, che sencondo me può potare la nazionale molto in alto. Ventura? Un’idea di calcio a tratti bellissima, ma credo che sia anche un’idea di calcio che possa trovare compatibilità in ambienti che non hanno grandissime ambizioni, dove si lavora con meno pressione e maggiore tranquillità. Il tecnico è stato mediadicamente ucciso, ma non è stato l’unico ad avere le colpe, in campo ci sono andati comunque i calciatori”. – Sulla questione mancanza di talenti futuri – “Non credo che sia solo una questione calcistica. L’Italia fino ad una decina di anni fa era considerata l’Olimpo del calcio, c’erano tanti campioni sia italiani che stranieri, così facendo i calciatori italiani hanno iniziato a migliorare. Poi con la crisi economica, sono stati gli italiani ad andare fuori dalla penisola. Giovani calciatori esaltati dai genitori? Sono cose che non vanno bene, già osannare i calciatori famosi è sbagliato, il tutto rischia di danneggiare il ragazzo”. – Il rivoluzionario pensiero di Mancini per la sua Nazionale – “Italjuve? La Juve da 7/8 anni domina il calcio italiano, se all’interno di questa rosa ci sono calciatori italiani è giusto chiamarli. Adesso, però, è in corso un cambio generazionale. Mancini ha sempre avuto coraggio, è un allenatore che ha consapevolezza dei suoi mezzi e di mettere in pratica le sue idee. In questo processo di organizzazione e di rivalutazione, serve proprio un allenatore che abbia coraggio”.

Il discorso si sposta sull’Ischia, costruita da Scotti – “Mi è stato chiesto di costruire una rosa capace di competere nella vittoria del campionato e ci siamo riusciti. Una bella lotta col Pianura, ma nel momento in cui tra qualche giorno verranno cristallizzate le classifiche ci ritroveremo entrambe ad essere promosse. Un campionato che ha rispettato i suoi valori”. – Che mercato sarà questa estate? – “Sicuramente la crisi inciderà tanto. Trattare non sarà facile, il nostro ruolo sarà importante per mediare con le società e i calciatori. Facendo capire che adesso i presidenti non avranno la possibilità di sostenere certe spese, ma anche i calciatori a non fare grosse richieste. Bisogna mentalizzare entrambe le categorie. Saranno pochissime le società a poter riproporre lo stesso bugdet”. – Semiprofessionismo in Eccellenza, soluzione oppure no? – “L’idea è buonissima. Il problema è che quando iniziamo a parlare di riforme nel calcio si innesca un meccanismo complesso” .

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