Nola 1925. Un miracolo chiamato Gianluca Esposito

Il Nola ha costruito una squadra giovanissima, con unico calciatore esperto Antonio Guarro. La ricetta giusta per il rischio o per compiere un miracolo. Età media bassissima, un difensore diventato attaccante e tanti infortuni che condizionano la prima parte del match. Al di là della linea laterale c’è, però, Gianluca Esposito, il tecnico dei bruniani.

Esposito dopo l’esperienza con l’Agropoli, il Portici, la Sarnese ha sposato quello nolano, con caratteristiche similari a quelli che erano i progetti prima citati: giovani in primo piano, valorizzazione e budget limitato. Una formula che con la Sarnese ha portato bene, cos√¨ come con l’Agropoli, che si è perso nella finale play-off contro il Brindisi, un po’ meno con il Portici.

Con il Palermo nel girone I, però, la quota rischio era altissimo, anche perchè la formazione rosanero non è certamente la sola a potersi considerare squadra forte. Savoia, Giugliano, Acireale, Biancavilla, sono alcuni esempi. Per il Nola non è certamente facile pensare alla permanenza, anche perchè i giovani danno e tolgono al tempo stesso, la parte importante è accettarlo, rispettarlo e lavorare per la valorizzazione, per la fortificazione mentale e fisica. In questo il tecnico ha fatto centro, riuscendo a dare solidità, benchè mancassero i gol. Un Nola che ha murato quanto più possibile la capolista, per poi capitolare proprio negli ultimi scampoli di match.

Con il nuovo mercato, però, anche i gol sono arrivati. Cinghie strette ed ecco due elementi che hanno rivoluzionato l’attacco: Domenico Maggio e Alessio Faella. Il primo proveniente dal Francavilla ha siglato già 4 gol mentre Faella proprio ieri ha siglato la prima marcatura con la maglia bianconera. Con sè l’ex Afro Napoli ha portato qualità e velocità. aspetti che mancavano alla rosa della città dei gigli.

Intanto con ieri, la squadra ha conquistato la sesta vittoria vittoria stagionale e ha allontanato la zona play – out di quattro lunghezze.