Nola 1925. Mister Liquidato a 360¬∞ dopo il Picciola: “Sbagliato l’approccio, ma guardiamo il lato positivo”

Una lunga semifinale, un’andata ed un ritorno. Identico risultato, ma a parti invertite. Una sfida a testa e 2 gol segnati per entrambe le formazioni. A decretare la prima finalista della Coppa Italia Dilettanti ci pensa la lotteria dei rigori, dove è Olivieri al quinto tiro dal dischetto a decidere che è il Nola a qualificarsi. Risultato finale 5-6 reti iniziali annesse.

Dopo 17 anni arriva nuovamente un traguardo importante per la formazione bianconera, che sull’ostico campo per Picciola, però, non si è vestita con il suo abito più bello.

Una lunga chiacchierata a mene fredda con mister Stefano Liquidato ci permette di analizzare il match ed il post-gara: “Abbiamo raggiunto questo obiettivo inaspettato, senza averlo preventivato. Dopo un decennio circa arriva un traguardo importante per questo Nola, che nel suo recente passato ha fatto un percorso importante ricominciando dalla Seconda Categoria, vincendo campionati ed arrivando a questo importante appuntamento. Ci spiace tanto non essere riusciti a mantenere l’imbattibilità. In questa competizione non avevamo mai perso, solo pareggiato col Sorrento, ma poi tutte vittorie. Il Picciola è stato bravo a toglierci questa soddisfazione giocando una buona partita nonostante fossero squalificati due pedine importanti. Al computo delle due partite la prima abbiamo meritato noi, magari segnando qualche gol in più. Nella partita di ieri ha meritato la squadra di Villecco, che avrebbe meritato anche di fare qualche gol. Il destino ha deciso che dovevamo essere noi a passare il turno. Bravo davvero il Picciola”.

Ma andando ad analizzare il match: “Mi prendo la responsabilità di questa sconfitta. L’ho detto ieri ai ragazzi, poi nel post gara, e ora lo ripeto a te. Per preservare gli squalificati ho schierato solo tre dei titolari, mettendo due under in attacco che non sono riusciti a dare spessore alla manovra finale. Troppo turnver, devo ammetterlo, tutta colpa mia. Ho imparato un’altra cosa. Se un giorno mi dovessi ritrovare nella stessa situazione non farò lo stesso errore, ma li schiererò, d’altronde come diceva mio padre, che ho perso un anno fa, si ride dopo essere andati alla festa non prima. Bisogna, quindi, prima raggiungere l’obiettivo e poi festeggiare. Abbiamo sbagliato l’approccio, poi a partita in corso ho sostituito gli under che avevo davanti ma go dovuto anche cambiare l’intero assetto della squadra, la regola degli under ci condiziona molto. La conclusione è che ho sbagliato la formazione. Poi nel finale abbiamo avuto qualche occasione, ma anche il Picciola ha creato e avrebbe meritato di fare il terzo gol. In tutto questo, però, devo guardare il lato positivo. La squadra è arrivata alla lotteria dei rigori con i nervi saldi e questo mi dà la conferma che è una squadra matura e ha gli attributi dove devono stare stare. Bravo il mio portiere e per fortuna il Picciola ha sbagliato un rigore in più- Il rigore di Scielzo? Per me è un giocatore molto importante e che deve fare i meglio, ma non può farlo da solo la squadra deve metterlo in condizione di farlo. Lo sbaglio dal dischetto potrebbe essere una conseguenza del fatto che risentito di non essere partito da titolare”.

Tornando alla qualificazione: “E’ un obiettivo importante per noi e per la città. Sarà un’occasione per stare sotto i riflettori davanti a tanti tifosi, addetti ai lavori, giornalisti e appassionati. L’ho detto ai miei ragazzi sarò un’occasione davvero importante. Il mio rammarico, ripeto, è di non essere arrivati alla finale da imbattuti, ma in fondo va bene anche cos√¨. Siamo qui e andremo a giocarci questa sfida con una grandissima rivale. Non ce l’aspettavamo. In campionato siamo partiti che eravamo nel basso della classifica e ora ci siamo ripresi. Non avevamo messo come obiettivo primario la Coppa, ma man mano che abbiamo continuato ci siamo ritrovati a vedere questo spiraglio e abbiamo detto andiamo a giocarcela. Ora sia qui”.

E proprio sulla rivale andiamo, prima di parlare del Savoia, a svelare un simpatico retroscena: “Due mesi fa il Presidente Nuzzo ed io ci siamo sentiti e mi aveva detto ¬´Stai tranquillo che andremo a giocarci la finale di Coppa e ci ritroveremo, ci saluteremo e ci abbracceremo¬ª. Ieri dopo la qualificazione l’ho chiamato e gli ho detto che oltre ad essere un leone e un mago”.

Passiamo ora proprio al Savoia: “Un piccolo pensiero? No c’è un grande pensiero. Il Savoia è una squadra composta da giocatori di un livello alto. Molti di loro li conosco perchè li ho allenati altri no ma so che sono comunque dei giocatori di spessore. Quindi ci penso, ma cerco di non soffermarmi, non posso farlo altrimenti mi viene il mal di stomaco sin da ora -scherza- e siccome soffro di colite non è il caso, preferisco pensare alla Palmese che è anche un derby. Non posso mentire, però, è ovvio che ci pensiamo e sappiamo che i favoriti sono loro. Sono primi in classifica e con dieci punti di vantaggio dalla seconda, con giocatori come Liccardo, Fava che di certo non devo presentare io, Esposito, Galizia, Caso Naturale che è un fenomeno. Non posso soffermarmi sin da ora a pensarci”.

Per quel che riguarda la location: “Ancora è tutto ufficioso, si vocifera ma ancora non si sa. Pare che le opzioni siano Salerno, Avellino o Caserta”,

Cristina Mariano