Dov’eravamo un anno fa. Nocerina, dove siamo rimasti? Molossi all’ultima chiamata per il treno salvezza

Con i campionati fermi a causa dell’emergenza Coronavirus, quale migliore occasione di questa “pausa forzata” per fare un bilancio? A tal proposito, SportCampania inaugura la rubrica “Dov’eravamo un anno fa”, che mette a confronto l’andamento attuale delle compagini campane dalla A alla D con quello dello scorso campionato a questo punto della stagione.

A campionati -e bocce- fermi, è tempo di calcoli, di punteggi e di confronti.
Per la Nocerina sicuramente le ultime due sono stagioni molto travagliate, che hanno come comune denominatore la salvezza che l’anno scorso arrivò con largo anticipo: gli uomini di mister Viscido e del dt prima ed allenatore poi Roberto Chiancone chiusero addirittura noni il girone I di Serie D -sicuramente un raggruppamento molto abbordabile- a quota 47 nella regular season, togliendosi anche la soddisfazione di battere la corazzata Bari tra le mura amiche del “Novi” di Angri grazie al gol di Antonio Cardone.

Gran merito del raggiungimento dell’obiettivo va riconosciuto sicuramente ad una figura importante come quella del direttore sportivo Felicio Ferraro, scelto dall’allora rappresentante legale Bruno Iovino che costruì una squadra di tutto rispetto prima  di rassegnare le dimissioni con l’avvento dell’attuale presidente dei rossoneri Maiorino, con uomini come Feola tra i pali, Caso, Peppe Ruggiero, Cardone ed Odierna oltre che al lavoro sul campo e sulla testa dei ragazzi del duo tecnico.
Forse è proprio questo che è mancato alla Nocerina di quest’anno: un uomo competente di calcio che ad inizio stagione potesse allestire una rosa adeguata si al budget molto basso messo a disposizione dalla proprietà a cui va sicuramente il demerito di aver illuso sul finale della scorsa stagione la piazza con tanti proclami mai realmente mantenuti, oltre che la poca trasparenza nei confronti della stessa ed un inspiegabile isolamento della squadra dai suoi sostenitori, con allenamenti serrati allo “Squitieri” di Sarno e nessuna comunicazione con la stampa, se non bollettini sugli allenamenti giornalieri -pochi e raramente ed esaudienti-.
Una rosa allestita in estate con l’aiuto di procuratori sportivi vista l’assenza di un direttore sportivo in organigramma -altra nota dolente della stagione, da chi è composta la società, visto che ufficialmente è presente il solo avvocato Maiorino ed il segretario Pepe?- che in pochi come Lorenzo Liurni -capocannoniere dei molossi con 12 reti fino allo stop forzato- e Ciccio Campanella hanno tenuto su l’onore del rosso e del nero, guidata si da un buon allenatore come Di Costanzo ma che senza molte figure di riferimento e soprattutto persone che masticano pane e pallone  tutti i giorni hanno portato la squadra ad un passo dal baratro, complici le difficoltà che comporta un avvicendamento tecnico quale quello avvenuto a fine Ottobre tra l’allenatore romano e la nuova guida tecnica affidata dal patron al duo Marcello Esposito/Giovanni Cavallaro, persone che la nocerinità ce l’hanno nel sangue ma si sono ritrovati ad affrontare una situazione di classifica e di rosa molto complicata, con uomini “delusi” che hanno abbandonato la barca ed altri che non erano -giustamente- al centro del progetto e funzionali ai nuovi dettami tattici. Risultato? Dover risollevare una Nocerina in piena bagarre salvezza nel girone H di Serie D,  senza gioco e senza idee oltre che sempre con la coperta corta vista l’esigua disponibilità economica societaria.

La rivoluzione attuata dalla nuova guida tecnica che ha dovuto fare di necessità virtù valorizzando al massimo prima il “materiale” umano e poi quello tecnico e che ha anche portato in rosa l’ex Chievo Lele D’Anna, Antonio Calvanese ed il ritorno in rossonero di Jerome Dieme, oltre a giovani interessanti come Pietro Martinelli ha dato segni di ripresa e concretezza col passare del tempo e soprattutto nelle ultime uscite, dopo un percorso molto altalenante che ha visto la prima storica vittoria dei molossi allo “Iacovone” di Taranto, pareggi spettacolari con tanti gol al San Francesco come quello col Fasano (4-4), Casarano (3-3) o  col Sorrento (2-2) e vittorie di carattere come l’ 1-0 contro l’Altamura ma anche momenti in cui è andata via la corrente, come nel disastroso 4-2 subito in rimonta ad Agropoli festeggiato dai padroni di casa come la vittoria di un Mondiale e che difficilmente i tifosi rossoneri hanno digerito ed altrettanto difficilmente dimenticheranno.
A proposito dei tifosi, l’apporto fondamentale del “dodicesimo” la scorsa stagione manca oramai purtroppo da inizio Gennaio, a causa delle numerose diffide comminate ai sostenitori rossoneri prima con gli scontri del San Francesco pre-Foggia, poi senza alcun disordine nella trasferta di Taranto che hanno portato i gruppi organizzati della curva sud a sospendere ogni attività.
All’ -eventuale- ripresa del campionato mancheranno 8 giornate alla fine e si ripartirà da un gruppo finalmente ben amalgamato che ha dimostrato di poter dire la sua nonostante tutto e l’obiettivo salvezza ben a fuoco nel mirino, ma soprattutto dalla sfida del San Francesco contro il Gladiator, crocevia importantissimo per la stagione dei ragazzi di Esposito e Cavallaro ed i 27 punti in classifica che necessariamente nelle prossime gare dovranno essere incrementati in maniera importante, visto il finale di stagione che attende-rebbe- i rossoneri con Taranto, Casarano e Cerignola alle ultime 3 giornate.