Neapolis. Le parole di mister De Carlo: Respingo al mittente queste accuse vergognose. Valuterò se agire agire per vie legali “

E’ stato un week end bollente quello appena passato con accuse, veleni, comunicati e controcomunicati tra Procida e Neapolis. Si è passato oltre ogni limite con minacce e articoli senza firme su quotidiani on line isolani probabilmente manovrati da dirigenti procidani.

Per dovere di cronaca sul Dispari Quotidiano del giorno domenica 8 ottobre 2017 compare un articolo firmato da ignoti che è cos√¨ titolato: Procida, l’arbitraggio scandaloso sarebbe frutto anche di una conoscenza tra l’allenatore del Neapolis e il padre dell’arbitro.

Questo il contenuto dell’articolo: A pensar male si fa peccato, ma molte volte ci si azzecca, recita un vecchio detto. L’arbitraggio ad dir poco scandaloso di ieri ‚Äì che ha portato la società del Procida alla decisione di ritirarsi dal campionato di promozione ‚Äì sarebbe frutto anche di una profonda conoscenza tra l’allenatore del Neapolis Vittorio De Carlo e il padre dell’arbitro Fabrizio Massaro. Il che la dice lunga sulle decisioni di favorire nettamente la squadra di casa.
Nelle foto che emergono dai profili social si evince chiaramente questa amicizia che non può essere declassata solo a like di circostanza. Una partita decisa a tavolino che avalla e giustifica la decisione della società di ritirare la squadra dal campionato di Promozione. Da questo articolo si evince chiaramente le accuse fornite alla testata giornalista nei confronti del Neapolis e del suo tesserato e tecnico Vittorio De Carlo.

Un articolo vile e fatto con nessun senso di etica professionale, senza il tempo necessario di appurare e verificare la fonte ricevuta. Una congettura grave dove si fanno nomi e cognomi lesivi di persone e fatti non comprovati da prove. Con il solo gusto di fare del male gratuito a persone stimate come l’attuale tecnico del Neapolis Vittorio De Carlo che, essendo uomo noto e conosciuto da tutti, con tono di voce pacato e sereno cos√¨ risponde a questo articolo ed ovviamente alle accuse infondate e vili da parte isolana: Respingo al mittente queste accuse vergognose. Nei prossimi giorni valuterò con i miei avvocati di adire per vie legali in campo penale e civile sia con l’articolista dell’articolo e del titolo, sia nei confronti di chi è Direttore Responsabile della testata giornalistica in questione. Atto grave e senza alcuna responsabilità nel controllare chi lavora nella sua redazione. Cado dalle nuvole, in tanti anni vissuti nei professionisti non ho mai vissuto una situazione simile, aberrante e senza nessun senso civico nei confronti della mia persona. Essere conoscente di tante persone e mettere eventuali like ad una foto non significa frequentazione con la stessa. Non mi va più di parlare della questione, voglio parlare della mia squadra che ha saputo sfruttare la capacità di adattarsi all’avversario e colpire nel momento giusto. Ora stiamo già lavorando per la prossima gara di campionato, c’è da affrontare ogni gara con lo stesso spirito con cui abbiamo iniziato questa stagione. Con umiltà, tanto lavoro, abnegazione e senso di appartenenza alla squadra.

Venendo alla gara di sabato merito agli isolani per la gara giocata bene nella prima frazione di gioco dove i biancorossi hanno creato anche diverse palle gol. E’ stata un week end dove la terna arbitrale dalla Serie D fino alla 1¬∞ Categoria ha subito tante proteste per fatti analoghi a quelli capitati al Kennedy. Se vogliamo analizzare la gara con obiettività nella prima frazione di gioco non è stato assegnato al Neapolis sullo 0-0 un rigore evidente a tutti. A fine primo tempo Ferraro viene atterrato con il calciatore da ultimo uomo che doveva essere espulso e non ammonito come da regolamento. La prima espulsione per doppio giallo agli isolani avviene a centrocampo con il difensore Russo che per evitare un contropiede atterra Ferraro. Se gli attaccanti biancorossi non avessero sprecato la possibilità di segnare lo 0-2 avremmo parlato probabilmente di una grande gara portata a termine con maturità dal Procida. Invece sport da dilettanti è prendersela con l’arbitro e non fare il mea culpa per la possibilità di essere cinici sotto porta e saper gestire lo stress di una gara ufficiale. Si spera ora che questa situazione finisca e si parli solo di calcio giocato e di attività sportiva nel senso nobile del termine.

Chrystian Calvelli