Neapolis. La quarantena con il presidente La Peccerella: “Situazione imponente, restiamo a casa”

Arrivati a 400 contagi in terra campana, le persone continuano a uscire e prendere sotto gamba la situazione emergenziale dovuta al Covid-19. In casa Neapolis, invece, il presidente Armando La Peccerella cerca di tenere tutti sull’attenti, ma restando distanti, comunque uniti grazie alla tecnologia.

“Sin dall’inizio speravamo che non si arrivasse allo stop, ma è giusto che sia tutto fermo -commenta ai nostri microfoni Armando La PeccerellaLa situazione è davvero imponente, delicata. Noi ci siamo organizzati con un’applicazione Google Meet che ci permette di stare in contatto, fare videoconferenze. Noi dello staff dirigenziale, con quello tecnico e i ragazzi della prima squadra ci vediamo. I calciatori sono quelli che hanno i maggiori punti interrogativi, ci chiedono delucidazioni, ma noi non possiamo far altro che seguire le misure che ci hanno imposto, anche da parte della federazione. che si sta comportando in maniera magistrale, facendo un lavoro accurato su tutto. E non è semplice, visto che ogni giorno ci sono nuove disposizioni”.

Oltre alla prima squadra la Neapolis opera anche nel settore giovanile e lo stesso Armando La Peccerella guida una scuola calcio, operando molto anche nel sociale: “I ragazzi -aggiunge– i bambini, guardando i miei figli, credo che la vivano in maniera meno ansiogena di noi. Continuano le lezioni, seppur per via telematica, hanno la loro routine. Dal punto di vista dello sport, noi usiamo la tecnologia anche con i ragazzi più giovani, ci siamo organizzati. D’altronde stiamo vivendo una situazione imponente e solo restando a casa riusciremo a venirne fuori al più presto”.

Politica e calcio. Il ministro Spadafora tramite i telegiornali ha parlato della prima stesura del nuovo decreto che riguarda lo sport: “Ho ascoltato anche io, ma si parla ancora di una  prima stesura, quindi si deve capire effettivamente quanti saranno i fondi, come verranno suddivisi, in base a quale criterio. Ho sentito anche dei 600 euro una tantum per gli operatori nel settore sportivo, ma anche in questo caso ci sono da capire tante cose. Si parla anche della possibilità di sospendere dei pagamenti, ma è tutto un si parla. Attualmente credo che sia inutile focalizzarci su questi aspetti quando vediamo che negli ospedali si è già arrivati al collasso. Ci sarà il tempo per parlare di tutto questo”.

Lo sport opera anche a livello sociale e stare a bocce ferme è una perdita non da trascurare: “Si può fare un bilancio solo dopo la prima quindicina di aprile -commenta ancora La Peccerella- Solo allora si potrà capire se si potranno riprendere i campionati e valutare eventualmente se è possibile riprendere la normalità. Sono sincero, io sono ottimista perchè arrivano tante notizie negative dai telegiornali e questo mentalmente non aiuta. L’aspetto mentale è quello più colpito, son sincero. Io ho vissuto mio malgrado il terremoto degli anni ’80 e devo dire la verità, forse sono un po’ brutale, ma credo che sarebbe stato meglio. In quell’occasione dopo un mese circa si iniziava a vedere la luce in fondo al tunnel. Alla fine della crisi avevamo vissuto un momento molto florido della nostra economia. Invece in questa situazione non è facile viviamo nell’incertezza”.

Una chiosa con un messaggio da parte del presidente della Neapolis: “L’unico messaggio che mi sento di mandare ora è quello di restare a casa -conclude La Peccerella- Purtroppo molte persone non hanno compreso la gravità di quello che stiamo vivendo, quindi ribadisco, restiamo a casa e torneremo prima a vivere la nostra vita”.

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