Napoli. Se Sei brutto ti tirano le pietre, se sei bello…lo stesso!

E’ una vecchia canzone anni 60 di un simpatico cantante francese Antoine, presa a mò di esempio per descrivere il momento del Napoli. Pragmatico, cinico, utilitaristico, sofferente per alcuni, brutto e da rivedere per altri. La storia si ripete, se para Buffon è il numero uno al mondo, se para Reina il Napoli è salvo grazie allo spagnolo a Bologna. Questo il calcio di oggi descritto da penne labili, senza nè arte nè parte. E come dire che lo smoking ti sta male perch√© al pranzo hai rimediato una macchia di sugo. L’Inter che soffre con la Spal ha il marchio di Spalletti, Allegri che non ha mai saputo cosa sia il bel gioco gongola alle prodezze di Dybala (ho il piacere e la fortuna di allenarlo), goditelo ancora un po’ Max, la coppa la alzerà da qualche altra parte. Il Napoli che ripropone i polmoni e il coraggio di Allan è la sintesi di un gruppo unito, di un allenatore che sa aspettare, forse a volte troppo, ma Marek non sarebbe uscito per l’ennesima volta sereno se in panchina vi fosse stato un altro allenatore. Zielinski che ha preso il vizio del gol, Lorenzo che si nasconde un po’ lezioso e poi sblocca il risultato con una palombella sulla testa di Calle. Mertens che ruba palla con rabbia e raddoppia, nasconde il sorriso e fa capire che su di lui puoi sempre contare. Reina che vola come una volta ma sa che sarà sempre sotto esame. Ora arriva il derby, nuovo, pulito, originale, con il Benevento che si porta dietro la sfiga del novizio di Categoria, sarà bene che il Napoli metta tutto a posto il prima possibile, senza remore, perch√© i gol all’ultimo minuto sono deleteri soprattutto per chi li prende!

a cura di Giuseppe Giannotti per Sportcampania.it