Napoli. Sacerdoti in protesta per l’intitolazione dello stadio San Paolo a Maradona

Una delle prime iniziative messe in atto dal Comune di Napoli per rendere omaggio alla scomparsa di Diego Armando Maradona, leggenda che ha reso grande il popolo partenopeo, è stata quella legata all’intitolazione dello stadio San Paolo. Una richiesta che è partita in maniera lampo dopo la grande incentiva arrivata proprio dalla tifoseria azzurra.

Non tutti, però, sono d’accordo nell’intitolare l’impianto cittadino in onore de El Pibe de Oro. Diversi, di fatto, sono i sacerdoti che hanno mostrato il loro dissenso per questa iniziativa. Infatti, don Salvatore Giuliano, parroco della basilica di San Giovanni Maggiore, ha deciso di inviare una lettera al cardinale Sepe con la speranza di provare a contrastare una  decisione che ormai imminente come annunciato giorni fa dallo stesso sindaco di Napoli Luigi De Magiatris.

Questo il contenuto della lettera che don Salvatore Giuliano ha fatto recapitare al cardinale Sepe: “Eminenza Reverendissima trovo veramente triste che mentre i potenti cancellano i nomi e i segni della fede dalle nostre città, noi cristiani restiamo in silenzio o peggio li appoggiamo. Lo stadio San Paolo resti al Santo che ci ha portato Gesù! Sento con umiltà la grande responsabilità di dirvelo. Tutti d’accordo su un punto no ai colpi di spugna, ok al San Paolo di Maradona così come a Milano c’è il San Siro – Meazza. Il Consiglio dei decani potrebbe valutare la proposta della doppia titolazione, sicuramente equilibrata, e poi passarla ai presbiteri. Il giusto compromesso per salvare la fede e onorare il campione”.

Insomma, i sacerdoni napoletani chiedono l’intervento del cardinale Sepe, anche se la competenza specifica non sia la sua visto che lo stadio di Fuorigrotta non è di proprietà della diocesi di Napoli, ma appartiene a quella di Pozzuoli che già negli anni ’80 si oppose al cambio di denominazione.

 

Nunzio Marrazzo