Napoli. L’ex Reina: “In azzurro la mia dimensione naturale”

C’è sempre tanta emozione negli occhi di Pepe Reina quando si tocca il tema Napoli. Il portiere di proprietà del Milan, ma in prestito in Premier League alla corte dell’Aston Villa, ancora una volta è tornato a parlare della sua grande esperienza in maglia azzurra nel corso di una lunga ed estenuante intervista rilasciata ai microfoni del Corriere dello Sport.

Tra gli innumerevoli argomenti trattati dall’estremo difensore andaluso, è stato oggetto di discussione anche l’emergenza Coronavirus. Una brutta epidemia che ha colpito anche l’ex Napoli Pepe Reina, ma ora il peggio è passato: “Non esco da 18 giorni. Sono stato isolato dopo aver accusato i primi sintomi del virus. Febbre, tosse secca, un mal di testa che non mi abbandonava mai, quel senso di spossatezza. L’unico spavento è stato quando per venticinque minuti mi è mancato l’ossigeno, come se la gola si fosse improvvisamente ristretta e l’aria non riuscisse a passare. I primi 6/8 giorni li ho trascorsi chiuso in una stanza. Chi mi ha diagnosticato il Covid-19? I medici della Premier. Qui in Inghilterra i tamponi li fanno esclusivamente ai malati gravi. Nel mio caso non vi erano dubbi. Virus. Il fisico ha reagito bene. A parte qualche momento non facile, è stato come se avessi avuto l’influenza, solo più pesante”.

Pepe Reina ha difeso i pali del club azzurro per  ben quattro stagioni. L’estremo difensore di Madrid ha fatto scalo alle pendici del Vesuvio nel caldo luglio del 2013, ritrovando il suo vecchio allenatore ai tempi del Liverpool, Rafa Benitez. Dopo quell’annata, in cui Pepe Reina contribuì in maniera evidente alla conquista della Coppa Italia, le strade del portiere andaluso e quelle del Napoli si divisero. Ma questa separazione durò appena una stagione. Il tempo utile per permettere a Pepe Reina, seppur non nel ruolo di protagonista, di vincere la Bundesliga con il Bayern Monaco. Conclusa l’esperienza in Germania, la volontà dell’estremo difensore spagnolo è stata quella di fare ritorno in una terra che lo ha fatto sentire sin da subito a casa, Napoli. Ad accogliere Reina c’era un club in via di rivoluzione, sopratutto sul piano del gioco. Un  Napoli, quello passato sotto la guida tecnica di Maurizio Sarri, che si apprestava a consacrarsi a big del campionato italiano.

Proprio sullo spettacolare triennio dell’era Sarri si è soffermato in modo particolare Pepe Reina: “Napoli è la mia dimensione naturale, a Monaco me ne accorsi subito, mi resi conto che volevo una vita diversa, esattamente come quella che avevo lasciato. Non avrei potuto fare una scelta migliore, posso assicurare che non mi sono mai divertito tanto a giocare come nei tre anni di Napoli con Sarri. Il motivo del mio addio? La verità è molto più semplice: il Napoli avrebbe dovuto riscattarmi dal Liverpool, non si trovarono i numeri e quindi dovetti cercare un’altra squadra. Fu il presidente a riprendermi. Lo spirito con cui ci allenavamo e giocavamo, e la qualità del gioco di quel Napoli era fantastica. Non vedremo mai più una squadra muoversi in quel modo. Sarri riuscì a portarci al di sopra di ogni limiti e potenzialità. Il miglior Koulibaly, Mertens, Allan, Albiol, Callejon e Insigne. Non c’erano primedonne, ma grande disponibilità , e umiltà , il nostro leader era il gioco che ci aveva insegnato lui. Se Sarri ha provato a portarmi al Chelsea? Nessuno dei suoi mi ha più cercato, tantomeno lui”.

 

Nunzio Marrazzo 

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