Napoli. Il leone è tornato

Eccolo il leone. Il suo ruggito riecheggia nell’etere del Bentegodi. Due anni trascorsi quasi in letargo, ingabbiato nei tatticismi mazzarriani che ne hanno frenato impeto, potenza ma anche precisione.

Eccolo Inler, mister 18 milioni, il turco napoletano che finalmente ha trovato la sua dimensione.
Benitez lo ha trasformato: da Dimaro è cominciato il nuovo corso, una preparazione lunga e difficile che però sta portando i suoi frutti. Ad oggi, se c’è un padrone del centrocampo, quello è proprio lui: due gare ufficiali, entrambe giocate da titolare. Nessun cambio in corso d’opera perch√© Benitez ha riposto in lui grande fiducia. Piuttosto meglio dar fiato ai mastini, a gente come Behrami per esempio, per preservarne foga e potenza. Ma alle geometrie no, a quelle non si può rinunciare. A Verona ha pagato un po’ come tutti un primo tempo balbettante, a corrente alternata, ma nella riprese il diesel è esploso. L’ha guidata lui la riscossa: due siluri da fuori area, uno di destro e l’altro di sinistro, per tastare i riflessi di Puggioni. Una sorta di specialità della casa, poi però ecco la sorpresa: Inler ruba il mestiere ad Hamsik, il suo inserimento propizia il terzo gol dello slovacco. Benitez ne ha inventata un’altra delle sue: Inler si è trasformato, guida la squadra, non ha paura di rischiare la giocata, le sue geometrie sono sempre precise e risolutive. La strada intrapresa è quella giusta: basta solo continuare ad avere il coraggio di percorrere il sentiero, dare una continuità di rendimento per sancire il definitivo salto, per una consacrazione in azzurro attesa ormai da due lunghi anni. C’è voluto un po’ di tempo, ma alla fine Gokhan ci è riuscito a strappare applausi. Aspettando la Champions, Napoli e il Napoli si godono il ruggito del suo leone.
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