Napoli. Firenze col dolcetto, ma dal Catania nessuno scherzetto!

Dolcetto o scherzetto? Di questi tempi, cadere nel classico trick or treat anglosassone, è quasi becera banalità. Ma mai detto anglofono fu più azzeccato per fotografare il periodo del Napoli, a cavallo, per l’appunto, tra il dolcetto infrasettimanale confezionato in quel del Franchi di Firenze e lo spauracchio dello “scherzetto” Catania, come il Sassuolo qualche giornata a dietro, ospite e vittima quasi sacrificale della notte del San Paolo. Proprio con i neroverdi, vedi l’eurogol di Simone Zaza, però non andò proprio cos√¨: via zucche sdentate e zombie del (recente) passato. Vincere, domani sera, è a dir poco fondamentale per seguire la scia della Roma dei record e non perdere scia e punti sulla Juventus, prima, come gli azzurri, nella classifica degli esseri umani (la Roma ha numeri marziani).

La scelta del Don – Per rimanere in tema anglosassone, poi, singolare la decisione tutta made in UK del tecnico Rafa Benitez: nessun ritiro pre-Catania. I giocatori, dediti a smaltire i postumi dell’allegra (ma a dir poco estenuante) trasferta di Firenze, sono a riposo presso le proprie abitazioni e si rincontreranno solo domani, per pranzare insieme e preparare senza eccessivi stress la gara del sabato sera. Pochi, in Italia, hanno, storicamente, optato per la free-way della vigilia “familiare”: ricordiamo l’altra Roma dei record di Spalletti e, in non più di un paio d’occasioni, proprio la spagnoleggiante Fiorentina di Montella. Che sia di buon auspicio.

Il turnover – Ormai, dato di fatto, tra Champions, domeniche da “A” ed asfissianti turni infrasettimanali, il Napoli è chiamato a giocare ogni tre giorni. Impossibile seguire il dogma tutto mazzarriano degli undici titolarissimi insostituibili: c’è bisogno di parsimonia nel minutaggio e collaborazione da parte di tutti. L’unico insostituibile, a conti fatti, è Pepe Reina, per il resto c’è da girare e rigirare. Capitolo difesa: con Maggio squalificato e Zuniga ancora acciaccato, sulle fasce stanzieranno, con ovvietà di causa, Armero ed il buon Mesto. La logica, poi, a questo punto, consiglierebbe una coppia centrale tutta inedita composta da Cannavaro ed Uvini, ma, nonostante il clima macabro di inizio novembre, è molto più probabile che, al fianco del capitano, giochi uno tra Albiol e Fernandez (favorito). In mezzo al campo sicuro del posto il solo Dzemaili, Inler e Behrami dovrebbero affidarsi alla “staffetta”. Dietro Higuain, che come al solito, dovrebbe assicurare il suo apporto in un’abbondante ora di gioco, ci dovrebbero essere Mertens, Pandev ed Hamsik. Stavolta il turnover dovrebbe coinvolgere l’inesauribile Callejon. Ma, senza colloquio di rito col celeberrimo cuscino di Benitez, abbozzare un undici si profila molto rischioso: la figuraccia, per noi meri addetti ai lavori, è dietro l’angolo. Ma questo è lo scherzetto meno di cattivo gusto che la gara col Catania di De Canio può offrirci.

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