Napoli. Ferlaino bacchetta De Laurentiis: “Puntare sui giovani fondamentale, relazioni coi club? Necessario”

Corrado Ferlaino per i tifosi azzurri resterà sempre Il Presidente, colui che spendendo tanto portò il suo Napoli sul tetto d’Italia e d’Europa vincendo due scudetti, una Coppa Uefa, due Coppa Italia, una Supercoppa e una Coppa Italo-inglese, oltre al Pibe de Oro. Intercettato dai colleghi di Metropolis, Ferlaino racconta il segreto dei suoi successi in ambito calcistico.

Puntare sul settore giovanile. Una frase che si sente spesso nel mondo del calcio, ma che mai in realtà viene rispettato fino in fondo e come si deve: “Un settore giovanile in grado di dare risultati, capace di essere produttivo costa tanto –spiega Ferlaino- molti presidenti non investono abbastanza nelle infrastrutture sportive, negli allenatori, perchè considerano più conveniente acquistare giocatori già fatti. Noi abbiamo avuto tecnici del calibro di Corso e Sormani. Nel mio Napoli non ne facevo solo un discorso economico, ero convinto che il club avesse una dimensione sociale, credevo nel rapporto con il territorio conoscendone le sue difficoltà e problematiche da affrontare ogni giorno. Abbiamo investito nel centro sportivo di Marianella per il settore giovanile , in quello di Soccavo per la prima squadra e avevamo in affitto  il “Due Palme” di Agnano. Avevamo dieci formazioni giovanili, toglievamo dalla strada 200 ragazzi, insegnando loro l’educazione sportiva, la lealtà, il rispetto delle regole. In realtà i numeri sono ancora più ampi, perchè i ragazzi selezionati erano 200, ma  considerando i vari provini incidevamo sulla formazione  di un migliaio di persone, giovani che sono diventati degli uomini. Spendevamo tanto, ma questa strategia ci ha dato dei risultati. Abbiamo vinto qualche titolo giovanile, la Viareggio Cup, gli scudetti Primavera e Allievi Nazionali, ma soprattutto formavamo talenti. E’ inutile fare un lungo elenco, basta ricordare tra tutti Ferrara e Cannavaro”. 

Napoli e il rapporto con le altre società campane: “E’ fondamentale avere un buon rapporto con gli altri club. Nel mio Napoli  c’era chi non riusciva a completare il percorso nel vivaio, quelli che dopo la Primavera andava a giocare in categorie minori, coloro che approdavano in prima squadra, quelli che venivano ceduti in prestito per trovare spazio in altre squadre italiane ma soprattutto quelle campane che rappresentavano una grande palestra. La valorizzazione dei calciatori passa anche  per queste esperienza in prestito, penso per esempio a Volpecina, che prima di vincere lo scudetto a Napoli è cresciuto giocando nel Palermo e nel Pisa, squadra in cui giocava anche Ciro Muro”.

De Laurentiis preferisce investire all’estero scegliendo di non investire nei talenti locali e soprattutto non riuscendo a godere dei giocatori presenti sul territorio: “Ci perde? -continua Ferlaino- Si ma pensate anche a quanto risparmia, si tratta di una scelta. Del resto la Primavera del Napoli è ultima in classifica e rischia la retrocessione nella Serie B della categoria. I risultati non sono mai frutto del caso”.

Sul momento del Napoli: “La mia esperienza nel mondo del calcio mi ha insegnato che per esprimere dei pensieri seri bisogna conoscere ciò che accade nello spogliatoio, frequentare gli allenamenti, dall’esterno non è possibile farsi un’idea del percorso del Napoli”.

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