Napoli. Febbraio ‘nero’ bello che andato, azzurri verso un marzo ‘consapevole’

Un punto guadagnato o due persi? Se si guarda al primo tempo di Fiorentina-Napoli, con le traverse di Kalinic e Tello, la risposta è sicuramente la prima opzione, se invece ci si proietta alle immagini della ripresa, allora quel doppio intervento di Tatarusanu sa ancora di urlo strozzato in gola. Se ieri, tra viola ed azzurri, fosse stato un incontro di pugilato, avrebbe forse vinto la Fiorentina ai punti, ma visto che si trattava di calcio, il pari può ritenersi un risultato giusto, anche se forse non soddisfa nessuno a pieno. La Juve è ora a più tre da Hamsik e compagni, la Fiorentina è invece appollaiata al terzo posto, a quota 53, con la Roma. Come a dire, nessuna svolta, ma perlomeno ci siamo ancora.

Ma che segnali ha dato il prato verde del Franchi? In primis che c’è un motivo se il calcio è il gioco più bello e seguito al mondo: ieri la gara è stata a dir poco divertente, giocata da ambo i lati senza reverenza n√© paura di perdere; primo tempo meglio i padroni di casa, ripresa più equilibrata con gli azzurri sugli scudi; e poi? Che se questo è un periodo ‘nero’ per gli azzurri (e scusate il voluto gioco di parole/colori), tanto nero poi non è: la Juve è a più tre, ma ora il calendario, finito il febbraio ‘rosso’, concederà qualche impegno più agevole e la distanza tra le due compagini non sembra cos√¨ incolmabile. Per intenderci ‘basterebbe’ un KO della Juventus per riaprire tutti i giochi, ammesso che ora qualcuno li reputi chiusi. E nei singoli? In un momento di appannamento generale da un punto di vista meramente fisico è importante notare come organizzazione e coesione possano metterci una pezza: aumentano gli errori individuali, specie negli ultimi venti metri, ma mole di gioco e mentalità restano quelle dei tempi migliori. Allan è sembrato quello più in difficoltà: anche gli angeli mangiano fagioli ed anche i leoni, ogni tanto, accusano un po’ di stanchezza. Ora ci sarà più tempo per ‘riposare’ con gli azzurri impegnati nel solo campionato e senza le ‘distrazioni’ europee.

Di qui alla fine sono in palio ancora la bellezza di 33 punti: portarli tutti al San Paolo vorrebbe dire raggiungere quota 91 ed ipotecare il terzo scudetto, uno scenario piuttosto difficile da immaginare, ma è vietato mettere limiti alla provvidenza ed alla primavera. Per il Napoli sarà un esame di maturità da sostenere senza troppe pressioni: arrivare secondi non vorrebbe dire essere bocciati, vincere significherebbe invece entrare nella storia. Questo, il Prof. Sarri, lo sa bene: sarà importantissimo aprire un filotto di vittorie a partire dalla prossima sfida al Chievo. Maran ergerà muri ed userà pullman per coprire la porta dei suoi, ma se il Napoli fa il Napoli, non ce n’è per nessuno, o quantomeno davvero per pochi, soprattutto in Serie A.