Per la terza giornata di ritorno, al San Paolo arriva l’Empoli di Giampaolo, una delle più belle sorprese di questa stagione. L’impianto di Fuorigrotta, nell’appuntamento oramai inusuale, di domenica pomeriggio, presenta un notevole colpo d’occhio. I gruppi organizzati della A, a causa del provvedimento restrittivo che ha aperto il settore ai soli possessori del l’abbonamento, si posizionano nei distinti inferiori. Dopo una mattinata grigia, il sole timidamente fa capolino nel cielo sopra Partenope.
Mister Sarri può schierare la formazione tipo, Reina tra i pali, Hysaj e Ghoulam sulle fasce, Koulibaly e Albiol coppia centrale; in mediana Jorginho, Allan e Hamsik, esterni alti Insigne e Callejon, Higuain punta.
Napoli subito vivace, Higuain in due occasioni, spara alto, in una circostanza è dubbio un contatto in area con Camporese, Massa lascia correre. Gioco arioso e frizzante, Hamsik regala qualità, Jorginho geometria, Allan dinamismo, Callejon sulla destra e Insigne sulla sinistra, quantità e fantasia.
Al quarto d’ora, è strepitoso l’intervento di Skorupski su Higuain, ben imbeccato da Insigne; sul corner successivo, lo stesso furetto frattese non inquadra la porta.
Al ventesimo, l’Empoli prova ad allentare la pressione, Hysaj non è perfetto su Maccarone, Albiol prima, Allan dopo chiudono, il brasiliano favorisce la ripartenza azzurra, Higuain viene contrastato in angolo. Le occasioni partenopee si susseguono, Insigne con un forte sinistro, sorvola l’incrocio della porta. Al 26′ minuto, l’estremo difensore toscano anticipa Hamsik, il pallone finisce ad Higuain che dal limite, prova un pallonetto, sulla linea salva un difensore ospite.
Un minuto dopo, l’arbitro concede una punizione dubbia ai blu, il tiro di Paredes trova un paio di deviazioni, beffando Reina, che non pare del tutto esente da responsabilità. Il Napoli immeritatamente sotto, non sembra accusare il colpo, Hamsik allarga per Insigne, cross al bacio di chirurgica precisione per Higuain, che di testa trova il pari. La partita si incattivisce, contro il Napoli, tutte le squadre mettono foga e agonismo, come logica sportiva imporrebbe. Nello stretto gli azzurri dialogano che è una meraviglia, il tiro di Hamsik al 35′ minuto, dopo uno scambio con Higuain, viene ‘parato’ da Zielinski, punizione dal limite. Sul pallone va Insigne, la parabola disegnata con il ‘piedino’ destro è perfetta e non lascia scampo al portiere ospite, il Napoli si porta avanti.
Il primo tempo scivola via con un Napoli che continua a macinare gioco, e l’arbitro che continua ad ammonire giocatori in azzurro: Reina, Hysaj e Allan, l’albanese e l’ex Udinese in diffida, salteranno il turno infrasettimanale a Roma, sponda laziale.
La ripresa si apre come si era chiusa la prima frazione, Hamsik giganteggia a centrocampo, pallone largo per Callejon, che lascia partire un cross rasoterra, su cui interviene maldestramente Camporese che batte il suo compagno di squadra. Al 62′ minuto Hamsik per Insigne che con un doppio sombrero ubriaca la difesa empolese, geniale l’assist per Higuain, l’argentino trova l’opposizione al limite della regolarità di tre giocatori ospiti, non riuscendo a concludere. L’Empoli non resta a guardare, Maccarone sulla sinistra è una spina nel fianco, al 65’minuto su una sua iniziativa è attento Albiol a rifugiarsi in angolo. Al 70′ e al 74’minuto, Higuain e Insigne lasciano il campo a Gabbiadini e Mertens tripudio per l’ex blanco arrivato a 22 reti in campionato, e per Lorenzo, autore di una prova strepitosa, condita da due pennellate d’autore, per la statistica chiamasi assist e gol.
Il Napoli sembra limitarsi a controllare, ma all’82’minuto, Mertens serve un pallone d’oro a Callejon, lo spagnolo in spaccata chiude il match. Non è finita, ancora Mertens si invola sulla sinistra, il cross trova ancora Callejon, lo spagnolo fulmina Skorupski per il 5-1, risultato con cui si chiude la contesa. Il San Paolo è una bolgia, parte il coro che coinvolge e unisce in una sola voce, l’intero stadio.
Un primo tempo al limite della perfezione, forse la pecca di questa magnifica squadra è specchiarsi, in certi frangenti, nel proprio splendore, servirebbe maggiore cinismo e concretezza. Nella ripresa il terzo gol arrivato in apertura, ha messo in discesa la partita, la squadra ha saputo controllare un Empoli che nei secondi 45 minuti, seppur timidamente, ha provato a insidiare il Napoli. L’ex compagine di mister Sarri, fin quando ha potuto, ha retto, ma questo Napoli è semplicemente un belvedere, difficile da contrastare. Nel finale, le due reti di Callejon sono il giusto e meritato suggello ad una prova da incorniciare dello spagnolo e dell’intera squadra.
Pasquale Lucchese




