Napoli-Dortmund 2-1. Higuain-Insigne, gli azzurri incantano anche in Europa

Eccolo il Napoli europeo. Bello, brioso e pimpante tanto quanto quello apprezzato in campionato. Non c’è Borussia che tenga: gli azzurri volano, trascinati da un pubblico da dieci e lode, è un avvio di stagione magico per i partenopei. Da sogno. E se davvero è cos√¨, meglio continuare a cullare sogni ad occhi aperti.

C’è il pubblico delle grandi occasioni al San Paolo. Fuorigrotta vestita a festa per il ritorno in Champions dei guerrieri azzurri. Benitez rivoluziona il Napoli: ben sette i cambi rispetto all’undici sceso in campo contro l’Atalanta. Davanti a Rafael, tornano Maggio e Zuniga tra i titolari. Al fianco di Albiol, al centro, rientra Britos. In mediana, fuori Dzemaili, c’è Behrami al fianco di Inler. Sulla trequarti, assieme ad Hamsik e Callejon, Benitez preferisce Insigne a Pandev. In avanti el Pipita Higuain.

Klopp non può contare su Gundogan, Kehl e Piszcek ma recupera in extremis Blaszczykowski. Davanti a Weidenfeller, linea a quattro composta da Schmelzer e Grosskreutz sugli esterni e la coppia Subotic-Hummels al centro. Diga a centrocampo composta da Sahin e Bender. Sulla trequarti linea a tre: Reus, Blaszczykowski e Mkhitaryan alle spalle di Lewandowski.

Emozioni a raffica per la coreografia in Curva B, batticuore per il the Champions urlato a squarciagola dai 60mila di Fuorigrotta. Semplicemente, emozioni azzurre. Pronti via e subito Britos regala un brivido ai tifosi: l’uruguaiano si addormenta (qualcuno già grida allo scandalo per aver visto Cannavaro in panchina, ndr) Mkhitaryan ne approfitta e ruba palla, allarga per Lewandowski che non riesce però ad approfittarne, perdendo l’attimo buono per puntare verso la porta di Reina.

Gli azzurri sono un po’ contratti, forse l’emozione della Champions ha mozzato un po’ il fiato ai partenopei. Il Borussia non se lo fa ripetere due volte e prende il pallino del gioco con precisione svizzera, con il Napoli chiuso nella metà campo ma sempre pronto a ripartire in contropiede: reminiscenze di mazziarriana memoria. Gli azzurri prendono coraggio: Insigne, al 12′, prende per mano i suoi, dribbla il diretto avversario e ci prova con un destro a giro. Urlo strozzato in gola, la palla esce di un niente. Cominciano a tremare i tedeschi che un minuto dopo regalano un’occasione potenziale al Napoli: lancio di Inler per Higuain, ci pensa Weidenfeller in uscita a chiudere sul nascere la ripartenza dei padroni di casa. Il Napoli di rimessa fa paura: Higuain ne inventa un’altra delle sue, supera il diretto avversario, entra in area ma al momento del tiro è Subotic a sbrogliare la matassa.

L’occasione più ghiotta la costruisce il Dortmund al 25′: azione tutta in verticale, Lewandowski arriva a tu per tu con Reina che però gli sbarra la strada. Sulla respinta Mkhitaryan ci prova al volo, Zuniga di testa si rifugia in angolo. Pericolo scampato, è giunto il momento di fare sul serio. Quattro giri di lancette ed arriva la prima scossa tellurica: corner per gli azzurri, doppio scambio Insigne-Zuniga, cross al bacio del colombiano per la testa di Higuain: el Pipita non perdona, incornata vincente, 1-0 Napoli. Tremano le gradinate, la festa è appena cominciata. Klopp, una furia, viene espulso per le eccessive proteste. Il Borussia però c’è e si vede subito. Al 34′ altro pasticcio nelle retrovie: Lewandowski anticipa Albiol di testa, la palla arriva sul mancino di Reus che da buona posizione non inquadra lo specchio. Nel finale di tempo succede di tutto. Il Napoli vuole il raddoppio e lo sfiora al 44′ con il solito Higuain. Ma il meglio deve ancora venire: il Dortmund sbanda in fase di impostazione, Higuain scappa in contropiede, Weidenfeller esce alla disperata e tocca la sfera con un braccio. Rosso diretto e Borussia in dieci. Tedeschi costretti alla seconda sostituzione (era entrato Aubameyang al 44′, rilevando l’infortunato Hummels, ndr): il secondo portiere Langerak entra al posto di Blaszczykowski. Si va al riposo con gli azzurri in vantaggio di un gol e di un uomo.

Ad inizio secondo tempo non ci sono variazioni di formazione n√© da una parte, n√© dall’altra. Il Napoli, forte del vantaggio numerico, attacco ma senza esporsi. In un minuto arrivano due lampi: prima ci prova Inler dalla lunga distanza, ma Langerak si distende e respinge; sul proseguimento dell’azione slalom speciale di Insigne, ne supera uno, poi un altro, guadagna il fondo, la mette in mezzo ma prima Higuain e poi Hamsik perdono l’attimo buono. Raddoppio soltanto sfiorato.

La terra trema di nuovo al minuto 67. Stavolta il popolo partenopeo si inchina alla prodezza del suo profeta: Lorenzo Insigne. Una punizione d’altri tempi, dai trenta metri, che rievoca ricordi mai troppo sbiaditi. Una pennellata d’autore per il 2-0. Chapeau.

Sul raddoppio gli azzurri si siedono, forse già sicuri di aver portato a casa il risultato. Ci pensa Aubameyang a scuoterli dal torpore: destro a giro e traversa piena che zittisce, per un attimo, l’intero stadio. Passano due minuti e Benitez concede la standing ovation ad Insigne: il Magnifico raccoglie l’applauso del suo popolo, Napoli ha trovato il suo principe azzurro. Al suo posto il maestro spagnolo rilancia Mertens che si presenta con una punizione velenosa che costringe Langerak al calcio d’angolo. Esce anche Higuain (al suo posto c’è Pandev, ndr), altro scroscio d’applausi per il Pipita: a Napoli, in un’amnesia generale, giurano di non saper più riconoscere il volto del Matador. Storie di magie, leggende metropolitane, chissà.

La partita continua, il Napoli, di rimessa, cerca il tris ma presta fin troppo il fianco ai tedeschi: Hofmann e Sahin da una parte, Pandev e Hamsik dall’altra, le emozioni non mancano fino alla fine. Il Borussia la riapre un po’ per caso, ma il Napoli gli dà una grande mano: inserimento perfetto di Reus, tacco maldestro di Zuniga per il più incredibile degli autogol. Silenzio agghiacciante al San Paolo. I tedeschi adesso ci credono: punizione di Reus, Reina vola e si rifugia in corner. Tre di recupero, Benitez corre ai ripari e al 90′ inserisce anche Mesto al posto di Hamsik.

Un po’ di paura, un pizzico di tensione ma i tre minuti scorrono senza altre sorprese. Vince il Napoli, gli azzurri battono i vice-campioni in carica e cominciano nel migliore dei modi la loro avventura europea targata Rafa Benitez.

NAPOLI-BORUSSIA DORTMUND 2-1 (1-0 pt)
NAPOLI (4-2-3-1): Reina; Maggio, Albiol, Britos, Zuniga; Inler, Behrami; Callej√≥n, Hamsik (90′ Mesto), Insigne (71′ Mertens); Higuain (77′ Pandev). A disp.: Rafael, Cannavaro, Armero, Dzemaili. All. Benitez
BORUSSIA DORTMUND (4-2-3-1): Weidenfeller; Schmelzer, Subotiƒá, Hummels (44′ Aubameyang), Grosskreutz; ≈ûahin, Bender; Reus, Blaszczykowski (45′ Langerak), Mkhitaryan (75′ Hofmann); Lewandowski. A disp.: Kirch, Papastathopoulos, Gunter, Schieber, Duchksch. All. Klopp
ARBITRO: Pedro Proenca (Assistenti Miranda-Trigo. Arbitri di porta Capela-Gomes. Quarto uomo Tomè)
MARCATORI: 29′ Higuain (N), 67′ Insigne (N), 86′ aut. Zuniga (B)
AMMONITI: Behrami (N), Britos (N), Schmelzer (B), Insigne (N)
ESPULSO: Weidenfeller (B)

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