Lunga intervista concessa ieri e pubblicata stamane sulle colonne de Il Corriere del Mezzogiorno a Rafa Benitez. Il tecnico spagnolo ha parlato del suo glorioso passato ma anche del futuro radioso da quando siede sulla panchina azzurra: “Valencia, Liverpool e Napoli le trovo molto simili, in particolar modo Napoli e Liverpool. Non sono Capitali ma hanno l’orgoglio di un Capitale. Noi come club e come città dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione con orgoglio e determinazione. Senza guardare gli altri”.
Il calcio italiano si ritrova a rincorrere in Europa: “All’estero ci sono squadre con un fatturato più alto che, quindi, possono permettersi rose più competitive. Poi abbiamo visto la Spagna contro l’Italia. Si può dire di tutto e di più sulla condizione fisica, ma la verità è che la Spagna è una squadra di massimo livello e la differenza sta nella qualità dei giocatori”.
Toglietegli tutto, ma non il suo modulo: “Il Barcellona gioca con lo stesso modulo e con la stessa idea di gioco da anni, perch√© noi dovremmo cambiarlo? Non credo sia la cosa giusta. Giusto è invece perseguire un’idea cos√¨ da guardare all’obiettivo finale. Oggi ho una squadra che gioca benissimo contro Borussia, Arsenal e Roma, ma non riusciamo a fare sempre cos√¨. Sappiamo i nostri difetti e ci stiamo lavorando. I tifosi devono avere la pazienza di aspettare e pensare più in grande. Due moduli diversi per Champions e campionato? Ci vorrebbero tantissimi soldi per fare ciò, in barba al fair-play finanziario. Quando si acquistano i giocatori lo si fa pensando alla loro funzionalità nel modulo e in Europa le squadre più forti giocano col 4-2-3-1. Ai giocatori devo dare sicurezze e con due gare alla settimana non è possibile cambiare”.
Contatti continui con Bigon e De Laurentiis, e non solo in ottica mercato: “Stiamo lavorando con la società per preparare il futuro. Abbiamo fatto un’altra riunione con Bigon e De Laurentiis e non è certo per vincere la gara di domenica, ma per costruire il futuro, per essere al vertice tanti anni. Dobbiamo creare una struttura solida per mantenere questo livello per 25 anni e questo è un percorso che si costruisce con la società. E’ chiaro, però, che le valutazioni le facciamo sempre in base ai nostri parametri. De Laurentiis ha fatto cose importanti negli ultimi anni, ma adesso ha l’opportunità storica: mantenere i giocatori forti che abbiamo, con lo stadio e le strutture sportive”.
Cosa ha di più la Juve rispetto agli azzurri: “Quando il fatturato di un club permette di avere una rosa importante è possibile giocare a un livello più alto. Una rosa ampia e forte ti permette di giocare con squadre piccole. E di vincere”.
Domenica al San Paolo arriva la Roma: “In questo momento è nei gol subiti. Ma noi siamo una squadra che attacca e non snatureremo la nostra filosofia. Dobbiamo, però, essere meno sbilanciati e trovare equilibrio. Qualche volta ci riusciamo e anche bene, però almeno 10 dei 29 gol presi sono errori individuali. Per noi è importantissima. Il secondo posto è possibile, ma dobbiamo essere convinti del fatto che questa è la strada giusta. Se non ci arriveremo, c’è il terzo posto. Ho sentito dire che l’anno prossimo lottiamo per lo Scudetto. Non è cos√¨ la squadra deve essere più forte, ma senza fretta e senza pausa”.
Nessun dubbio su chi sia il leader del gruppo: “Sappiamo tutti che il nostro leader è quello che ha i guantoni (Reina, ndr). Ma è arrivato quest’anno, come tanti altri. Ha bisogno di tempo per avere influenza su tutti i compagni. Oggi ci sono leader di gruppo, c’è bisogno invece di una sinergia comune”.




