Notte magica al San Paolo, ma non basta. Il Dortmund vince, soffrendo, nel finale al Velodrome, al Napoli non basta il 2-0 rifilato all’Arsenal. Fuori a 12 punti, il paradosso universale. Ma riavvolgiamo il nastro delle emozioni.
Sorprese, fin da subito, già prima di scendere in campo. Bando ai tatticismi, Benitez opta per una formazione a trazione anteriore. Non c’è Reina, in porta ci va Rafael. Linea a quattro composta da Maggio, Albiol, Fernandez (preferito a Britos, ndr) e Armero. A centrocampo altra novità: fuori Inler, dentro Dzemaili al fianco di Behrami. In avanti Callejon, Pandev e Mertens alle spalle del Pipita Higuain.
Novità anche in casa Arsenal. Wenger tiene a riposo Ramsey e Wilshere. Davanti a Szczesny, difesa composta da Jenkinson e Gibbs sugli esterni con Mertesacker e Koscielny al centro. In mediana Flamini ed Arteta; Cazorla, Ozil e Rosicky a supporto di Giroud.
Pronti, via e di segnali positivi neanche l’ombra: dopo 50 secondi Kassai fischia un fuorigioco inesistente ad Higuain lanciato a rete. Il Napoli c’è, gioca con aggressività, all’8′ Mertens illumina per Pandev, sinistro fiacco del macedone. L’Arsenal è una grande squadra e quando trova i tempi giusti si rende sempre pericoloso: al 22′ Giroud si ritrova col pallone nel cuore dell’area, tiro violento, Rafael respinge. I gunners prendono campo ma sul gioco verticale gli azzurri provano a far male. Mertens come sempre veste i panni del rifinitore, premia lo scatto di Maggio, Szczesny in uscita chiude lo specchio, il suo lob termina fuori, ma non di molto. Il Napoli chiude in attacco il primo tempo: allo scadere assist involontario di Szczesny ad Higuain, el Pipita non può credere ai suoi occhi e di testa non inquadra lo specchio. Si va a riposo sullo 0-0. Segno X dopo i primi 45 minuti anche a Marsiglia (1-1, ndr), ma i francesi sono in dieci per l’espulsione di Payet. Qualificazione difficile, ma c’è ancora un tempo per sperare.
Nel secondo tempo il leit motiv non cambia: il Napoli vive di fiammate, l’Arsenal tiene il pallino del gioco. Al 56′ Benitez ricorre al primo cambio: fuori Pandev, dentro Insigne, Callejon prende posizione alle spalle di Higuain. Il Magnifico è subito in palla: assist elegante sulla corsa di Armero, il colombiano nel cuore dell’area calcia addosso Szczesny. Cresce il Napoli: Higuain ruba un buon pallone, assist in profondità per Callejon che si porta il pallone sul destro, diagonale fuori di un soffio. I gunners soffrono il pressing asfissiante del Napoli, Wenger se ne accorge e corre ai ripari: fuori Cazorla, al suo posto c’è Ramsey. Insistono gli azzurri: minuto 69, Callejon, spalle alla porta, lavora un buon pallone, assist per Higuain che col destro spara alle stelle. Tranquilli però: è solo la prova generale. Minuto 73. Galoppata di Armero, palla in orizzontale su Higuain, doppio scambio con Callejon, l’argentino la seconda volta non sbaglia: diagonale potente che muore nell’angolino, 1-0 Napoli. Esplode il San Paolo, l’apoteosi si ripete due minuti più tardi: entrata scomposta di Arteta su Callejon. Kassai sanziona il fallo ed estrae il giallo: è il secondo. La partita del capitano dei gunners finisce qui. A 15 dalla fine conduce per 1-0 ed è in vantaggio di un uomo. Al Velodrome il Marsiglia resiste, risultato inchiodato sull’1-1. Passano i minuti, vola qualche giallo di troppo: ammoniti, all’83’, anche Fernandez e Ramsey. All’87’ cade il silenzio: il Dortmund torna davanti grazie alla zampata di Grosskreutz. Adesso s√¨ che è difficile: servono altri due gol in poco più di tre minuti, più recupero. Un altro gol il Napoli lo fa, ma troppo tardi, nel terzo minuto di recupero: giocata deliziosa di Insigne, Callejon beffa Szczesny con un lob tanto beffardo quanto inutile. Piange Higuain, lacrime d’orgoglio per el Pipita. Il San Paolo applaude, il Napoli ci ha provato, ha dato tutto ma saluta la Champions. A testa alta.



