Ancelotti lancia la sfida alla Juventus. L’allenatore del Napoli è sicuro che, prima o poi, il dominio dei bianconeri, che va avanti ormai da quasi otto stagioni, finirà. E a suo dire, i partenopei devono trovarsi pronti e approfittarne, portando finalmente a Napoli uno scudetto che, in questi ultimi anni, se non ci fosse stata la Juve schiacciasassi, avrebbe vinto almeno una volta: basti pensare che l’anno scorso, con alla guida Sarri, il Napoli raggiunse i 91 punti, una cifra che in altri anni avrebbe garantito lo scudetto.
Intervistato da Repubblica, Carlo Ancelotti ha fatto il quadro della situazione attuale e del futuro, indicando una serie di punti chiave per portare la sua squadra alla vittoria.
Intanto si parte dall’ottima rosa di base: l’ex allenatore di Milan e Real Madrid ha evidenziato come la spina dorsale della squadra sia di pregevole qualità, a partire dai portieri Meret e Ospina (che vorrebbe riconfermati), dall’eccezionale Koulibaly (un fenomeno), passando dal centrocampo pieno di talento (Allan, Zielinski, il sorprendente Fabian Ruiz) e concludendo con l’attacco, che con Insigne, Milik, Mertens, Ounas non si può dire certo scoperto.
Ancelotti ha aggiunto che è consapevole dei limiti di fatturato dei partenopei, e che non chiederà mai a De Laurentiis di far saltare il banco, ossia di mettere a repentaglio la solidità societaria con l’acquisto di giocatori con stipendi da 10 milioni di euro all’anno. L’importante, però, è non smantellare la squadra, la base costruita negli anni con pazienza e capacità (che però ha sicuramente bisogno di essere rinforzata).
Per questo, l’allenatore chiede sia di confermare i punti fermi della squadra, sia di andare alla ricerca di giocatori come Meret, Ounas, Fabian Ruiz: forti, con enormi margini di crescita.
La consapevolezza della differenza di fatturato non può e non deve spaventare, anche perch√©, fortunatamente, nel calcio contano ancora le idee più dei soldi ‚Äì o meglio, le idee possono sopperire alla differenza di incassi.
Ancelotti, comunque, si è detto entusiasta del Napoli e della città: Mi trovo molto bene qui, non era scontato questo feeling reciproco, la città mi ha conquistato. A confermarlo, le parole del figlio (mai visto cos√¨ sereno, a Napoli a lungo).
Dunque, Ancelotti non chiede miracoli e concorda sul bilancio da preservare, ma allo stesso tempo chiede interventi intelligenti sul mercato, per essere pronti qualora la Juventus perda colpi.
L’egemonia bianconera finirà, verranno fuori le milanesi e ne dovremmo beneficiare anche noi, dobbiamo approfittare del calo della Juve ha detto. Messaggio più chiaro non ci potrebbe essere.
Aurelio De Laurentiis sposa in toto la visione dell’allenatore, tanto che vorrebbe fare di Ancelotti il Ferguson del Napoli. Per tutta risposta, il buon Carlo ha garantito solo 8 anni in panchina perch√©, parole sue, non mi ci vedo a stare in panchina da rimbambito, il tempo passa.
Dunque, anche se rimarrà in panchina per altri 8 anni al massimo, Ancelotti è convinto che il Napoli possa arrivare alla vittoria molto prima, grazie alla buona rosa e ai margini di miglioramento della stessa (oltre a tutto quello che potrà arrivare dal mercato). Abbiamo 15 punti di distacco dalla Juve, ne abbiamo lasciati 4 o 5 per strada, ma il peso dei nostri errori è stato inferiore ai loro meriti.
Ancelotti si è soffermato anche sul calcio italiano e le differenze col calcio estero: nel nostro campionato, a differenza dell’estero, tutte cercano di giocare e si costruisce l’azione da dietro. Belle parole anche per Mancini e la nuova linea della Nazionale: La sua filosofia mi piace.
I prossimi impegni dei partenopei saranno decisivi per il presente ‚Äì il secondo posto da mantenere ‚Äì e il futuro. La recente vittoria contro l’Udinese, dopo due turni senza vittoria, ha rafforzato la posizione del Napoli, dopo che i dubbi sulla tenuta cominciavano a insinuarsi, come si evince su Oddschecker, che nella partita contro i friulani indicavano il no-goal come dritta da seguire.
Il Napoli è atteso da diverse sfide delicate: di sicuro il futuro sarà con Ancelotti, uno che di vittorie se ne intende e, viste le sue parole, chissà che i tanto agognati trofei finalmente non arrivino. Con Carletto, si può.






